In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Il controllo della produzione di Prosecco in funzione anti esuberi non solo giova al prodotto stesso, ma è anche garanzia di mantenimento della redditività di questa coltura vitivinicola.” (F. Manzato)

Franco Manzato è assessore all’agricoltura della regione Veneto. Ha da poco stabilito, con il pieno appoggio della Confederazione agricoltori (Cia), un blocco fino al 2014 alla possibilità di aumentare i vitigni di Prosecco.

Le motivazioni sono il mantenimento della elevata qualità e della redditività, perché verrebbe evitato alla produzione di eccedere la domanda di mercato. Tutelando la redditività, secondo Manzato e la Cia si preserverebbero anche i posti di lavoro.

Al di là di tutti i giri di parole di Manzato e dei suoi sostenitori, il provvedimento impone un limite per legge all’offerta di prosecco. Ciò beneficia indubbiamente gli attuali produttori, e in particolare quelli marginali. Tutte le storie sulla qualità del prodotto sono solo pretesti sostanzialmente privi di fondamento.

A farne le spese sono coloro che non potranno far loro concorrenza, oltre ai consumatori, i quali si troveranno a pagare prezzi più elevati, a parità di altre condizioni.

Un esempio che evidenzia le meschinità con cui si vogliono spacciare come benefici per tutti degli interventi che distorcono la concorrenza, e che fa tornare alla mente il sempre attuale “Ciò che si vede, ciò che non si vede”, un libro fondamentale di Frédéric Bastiat.

Dubito che Manzato sappia chi fosse Bastiat.

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Mostrati 13 commenti
  • Leonardo Facco
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    Questo signor Manzato ha rifiutato, per ben due volte, un confronto pubblico con Fidenato. I che dice che uomo di cacca può essere, incapace di difendere le proprie idee perchè sa che sono cialtronerie, costruite a misura del SUO CAPO!

    • FRANCO
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      .. ah questa storia della mancata presenza, l’ho vista anch’io, poi ho postato un commento sul sito di manzato, manco a dirlo c’è rimasto per 2 ore. E’ prorio vero, questi della lega si vendono la madre per strada pur di far vedere che hanno voce in capitolo, non si rendono conto che hanno fatto altro che raccogliere aqttorno a se un manipolo di esaltati che hanno mandato il cervello all’ammasso! Che gli imprenditori e soprattutto gli agricoltori di buon senso aprano gli occhi e li facciano aprire a quanti possono.

      • leonardofaccoeditore
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        sono FECCIA DELL’UMANITA’!!!

      • Giorgio Fidenato
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        Devo deluderti Franco, ma purtroppo gli agricoltori non sono più imprenditori, e apoggiano sicuramente l’azione di Manzato e non la mia. Sono degli strani proprietari questi agricoltori: sono sempre pronti a lamentarsi per i sempre maggiori vincoli che vengono posti all’esercizio del loro diritto di proprietà, ma, soprattutto i viticoltori, ritengono legittime questo tipo di misure.

  • Stefano
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    Nemmeno io so chi fosse Frédéric Bastiat.
    Di Bayonne conosco solo Didier Deschamps, per averlo visto dal vivo. Bastiat era morto da un pezzo.
    A parte scherzi, cosa vuoi che gliene freghi ai politici di Bastiat? E del bene comune poi…
    Tutte palle.
    Gli ordini professionali, le varie corporazioni, i sindacati, servono solo per proteggere gli adepti.
    Senso di responsabilità tendente a meno infinito.
    E te le spacciano per degli enti morali che proteggono la qualità dei servizi e dei prodotti a favore dei consumatori.
    Ma cosa stiamo qui a discutere, tanto lo sai già. Lo sappiamo già.
    E sappiamo che non molleranno fino all’ultimo.

  • Giorgio Fidenato
    Rispondi

    Io sarei disposto a piantare sulla mia proprietà una vigna di prosecco, a farlo buono e a commercializzarlo anche con un altro nome, perchè il nome prosecco è del consorzio. Ma in questa europa ultraliberista e priva di regole, dove il liberismo sta sfracellando le famiglie, sta rovinando aziende NON MI è PERMESSO, cioè non posso piantare ciò che voglio nella mia proprietà. Se molti ritengono che stiamo vivendo in un paese ultraliberista privo di regole, cosa sarebbe se vivessimo in un paese regolamentato? A voi la simpatica risposta

    • Brillat-Savarin
      Rispondi

      Se decidi di piantare le vigne di prosecco vengo di corsa a darti una mano! se poi venissero i nazi comunisti di verdepace li prendiamo a cannonate!

  • zenzero
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    Io ti appoggio.

  • Massimo74
    Rispondi

    @Giorgio

    A proposito,poi come è andata la vicenda dell’imprenditore che è salito sulla torre per protestare contro le cartelle esattoriali di equitalia?Hai avuto modo di incontrarlo?

    • Giorgio Fidenato
      Rispondi

      E’ sceso. Penso che farà ancora qualche azione, ma le partite iva non si muovono ancora. Hanno troppa paura. Si cagano ancora troppo sotto. hanno bisogno ancora di piùmiseria

      • leonardofaccoeditore
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        GIORGIO, BUONA L’IDEA DELLA VIGNA DI PROSECCO, FACCIAMOLO

        • Brillat-Savarin
          Rispondi

          possiamo creare un comitato Pro-prosecco e piantare la vigna sui campi di Giorgio: se poi verrà fuori un vino di merda, il mercato lo boccerà, ma non certo una faccia da cazzo come questo immondo sfigato di legaiolo!

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    limitare la produzione? poi, quella volta che arriva una grandinata e distrugge tutto, questi signori andrebbero a piangere contributi statali? Io sono contrario ad ogni imposizione. Se è vero che la quantità può essere a scapito della qualità, è altrettanto vero che farebbe abbassare il prezzo, a beneficio degli acquirenti. Poi, è chiaro se il cliente sa cosa sta comprando è un conto. Se invece compra e beve… e si ubriaca pure, allora è un altro. Personalmente preferisco un bicchiere di buon vino ad una bottiglia di vino scadente. Mi dà più soddisfazione, però sono io a scegliere. Se invece fossi costretto a “svenarmi” per bere un bicchiere di vino, magari non proprio ottimo…. beh, m’incazzerei pure, se permettete.

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