In Economia

DI MATTEO CORSINI

“In condizioni di acuta incertezza i mercati finanziari non funzionano come la teoria vorrebbe… Ha senso che ben sei tra i Paesi europeo vengano considerati dal mercato dei Cds tra i venti più pericolosi del mondo? Ma quando si accetta l’evidenza che i mercati finanziari non funzionino perfettamente allora si deve legittimare l’interferenza delle autorità pubbliche con i mercati stessi. Così si deve riconoscere l’importanza e la virtuosità degli interventi della Bce o, meglio, dell’Efsf a difesa di Paesi solvibili, cioè aventi la capacità e la volontà politica di produrre avanzi di bilancio sufficienti a ridurre il debito pubblico.” (C. Bastasin)

Dalla Brookings Institution, Carlo Bastasin racconta a chi lo legge che in questa fase i mercati “non funzionano come la teoria vorrebbe”.

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Bastasin arriva a questa conclusione prendendo ad esempio i Credit default swap (Cds), in base ai quali “sei tra i Paesi europeo vengano considerati dal mercato dei Cds tra i venti più pericolosi del mondo”. Ben venga, allora, “l’interferenza delle autorità pubbliche con i mercati stessi”, con gli interventi della Bce o dell’Efsf da considerare virtuosi.

Sorvolando sull’Efsf, che a mio parere ha e avrà sempre dimensioni insufficienti allo scopo per cui è stato istituito (ovvero salvare Stati) anche se caricato di debiti come suggerirebbero gli americani (i quali continuano a ritenere che se ci sono troppi debiti il modo migliore per risolvere il problema sia fare altro debito, lasciando che sia la banca centrale a fornire il denaro), definire virtuosa la monetizzazione del debito di Paesi dai conti pubblici sballati mi pare allucinante.

Che sia il modo ritenuto meno indolore per svalutare il debito è noto da tempo (ne parleva già Adam Smith nella Ricchezza delle Nazioni), dato che l’onere viene ripartito su molte più persone, tenute per lo più nell’inconsapevolezza del danno che si infligge loro. Ma che sia una soluzione virtuosa, questo no. Purtroppo non è neppure una soluzione, ma solo un (costoso) tentativo di aggirare l’ostacolo.

Detto ciò, il ragionamento di Bastasin mi sembra viziato all’origine. Pare, infatti, sottintendere che l’interferenza delle autorità pubbliche con i mercati sia un fenomeno appena iniziato, e solo per porre rimedio all’irrazionalità (i keynesiani amano anche parlare di fallimenti) degli stessi.

Tutto ciò non corrisponde al vero. L’interferenza delle autorità fiscali e monetarie con il funzionamento del mercato è stata ampia e costante, soprattutto in campo finanziario, almeno durante tutto l’ultimo secolo. La diffusione dell’idea che sulle banche vi fosse una garanzia implicita degli Stati non è una irrazionalità di chi opera sul mercato. Sono i ripetuti salvataggi e nazionalizzazioni delle banche ad averla avvalorata. E l’idea che i debiti degli Stati fossero a rischio zero è stata codificata in primo luogo dalle autorità di vigilanza. Una impostazione che non è ancora stata modificata nonostante sia abbastanza evidente che il rischio esiste ed è consistente, anche a prescindere dai livelli dei Cds.

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Si è voluta alimentare l’illusione che il mercato potesse funzionare estromettendo la possibilità di fallire per chi compie investimenti errati.

Ma il mercato serve ad allocare risorse scarse, e il fallimento è una funzione imprescindibile di riallocazione di tali risorse. Senza il fallimento non può esservi autentico mercato.

La crisi attuale è il risultato di decenni di dissennate interferenze delle politiche fiscali e monetarie con il mercato. Quale virtù può esserci nel rinforzare le stesse interferenze?

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Showing 4 comments
  • FrancescoPD
    Rispondi

    Elogio al mercato esteso a tutti i soggetti, articolo ben fatto!
    NON esiste attività finanziaria su questo pianeta priva di rischio.
    Anche Bearn Sterns e Lehman Brothers avevano rating “A” due mesi dopo sono fallite!
    Anche gli US hanno rating “A” ma se non danno vapore alla “tipografia” si trovano senza liquidità
    Se guardate il mio post di qualche settimana fà dicevo che la Grecia sarebbe fallita all’indomani di una riunione plenaria…
    Ieri 25.09 c’è stato il G20, ha distribuito un po di “carta colorata” alle banche esposte sulla Grecia, e di fatto e di diritto decretato l’imminente fine della stessa.
    Quando i debiti sono troppi, il PIL langue, i costi non si riducono, è inutile accanirsi con gabelle e catene fiscali…
    Quando un’azienda non fà fronte ai suoi impegni dichiara fallimento, non vedo perchè gli Stati debbano essere diversi, d’altronde non ci sarebbero valutazioni di rischio sui suoi debiti, non ci sarebbe uno spread (premio) tra un titolo di uno stato ed un’altro, non ci sarebbe un mercato finanziario ma un mercato delle figurine.
    L’illusione pare sia finita, è tempo di consapevolezza e di prendere in mano la situazione facendo pulizia di truffatori, rendite di posizione per diritto acquisito, politici in carriera pagati più del capo della Casa Bianca, parassitismo e burocrazia…!
    Anche se rigorosamente nessuno ne parla, ISLANDA DOCET, nel dubbio banchieri e politici tutti in galera, poi si vedrà…

    • Rob67
      Rispondi

      ……………la galera per quei signori sarebbe un ulteriore costo (parassitismo) per la popolazione…………suggerirei di farli lavorare per contribuire ad aumentare il PIL (crescita economica)come loro stanno chiedendo al mondo produttivo sottraendo a loro gli stati patrimoniali aziendali……………

      • Borderline Keroro
        Rispondi

        Sì, gli facciamo pagare i danni che hanno cagionato, li facciamo lavorare con uno che li frusta.
        Ma dopo, in galera, a pane e acqua. E poco anche di quello.

  • Lorenzo
    Rispondi

    Un’impresa risponde col proprio patrimonio dei debiti che ha contratto, quindi è giusto che fallisca.
    Uno stato invece contrae debiti che dovranno essere forzatamente pagati col patrimonio dei cittadini, quindi non è giusto che venga pagato. Se le tasse sono un furto anche il debito pubblico lo è. Perché dovrebbero pagare i cittadini che già si fanno il mazzo a pagare le tasse?
    Se lo stato fallisse commetterebbe un crimine espropriando i cittadini di ulteriori risorse, fosse per me non dovrebbe pagare niente, a rimetterci dovrebbero essere tutti quelli che hanno investito in titoli statali, che lucrano facendo leva sulla forza impositiva dello stato. Sono loro che ci devono rimettere così la prossima volta non finanziano più lo stato. E lo stato, senza nessuno che lo finanzia, non avrebbe gli strumenti per indebitarsi foraggiando parassiti!!!

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