In Anti & Politica, Economia, Libertarismo

DI MARCO BOLLETTINO*

Milena Gabanelli, conduttrice della trasmissione Report su Raitre, propone, dalle pagine del Corriere della Sera, la sua ricetta per risanare i conti dello Stato. Pur apprezzando spesso le inchieste del suo programma, devo dire che in questo articolo la giornalista cade vittima di tutta una serie di fallacie economiche che purtroppo hanno messo radici nel pensiero mainstream. A partire da queste considerazioni sviluppa poi una soluzione che a prima vista pare la panacea a tutti i mali del paese mentre in realtà la “cura” è di gran lunga peggiore del “male”. Leggiamo insieme.

Non sono un economista, non sono un’esperta di finanza, ma una giornalista generica che ogni tanto prova a capire temi complessi, per poi spiegarli agli utenti. Oggi, come tutti, mi pongo questa domanda: “Come se ne esce?” Il debito italiano conta 1.843 miliardi, il PIL 1.548. I mercati non si fidano del fatto che l’Italia possa ripagare i propri debiti.

Perchè non si fidano?

Perché gli investitori pensano che tale avanzo (avanzo primario) sparirà in presenza di una recessione (italiana, europea, mondiale). Il nodo è il rapporto debito/PIL, che per l’Italia è troppo elevato. Tant’è vero che la Gran Bretagna, con un deficit più che doppio rispetto al nostro, riesce a farsi prestare soldi ad un tasso di interesse che è meno di un terzo di quello che paghiamo noi, proprio perché la Gran Bretagna ha un rapporto debito/PIL che è circa la metà del nostro.

In realtà la questione è un po’ più complicata ma in sostanza è vero: abbiamo il terzo debito pubblico al mondo.

La “complicazione aggiuntiva” è che la Gran Bretagna emette debito in una valuta, la sterlina, che viene “stampata” dalla Bank of England, così come gli Stati Uniti con il dollaro. L’Italia invece emette debiti in euro e quindi lo Stato non può seguire la via “facile” della monetizzazione del debito e della svalutazione per tirarsi fuori dai guai. Le tesi per cui sia “tutta colpa dell’euro che non possiamo stampare”, proposte della nostra classe dirigente nascono proprio da questa idea.

In pratica non possiamo “barare” sul debito, quindi cosa possiamo fare?

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Siamo dentro un circolo vizioso: più è alto il rapporto debito/PIL, più è necessario tagliare la spesa pubblica, più diventa più difficile evitare una recessione. In presenza di forti tagli alla spesa pubblica la crescita può derivare solo dal settore privato, in altre parole: o da maggiori investimenti, o da maggiori consumi dei cittadini, o da maggiori esportazioni.

Non è detto, se non forse nel brevissimo termine. L’esperienza di molti paesi dimostra che un taglio della spesa pubblica può anzi essere un motore per la crescita economica mentre le dimensioni dell’apparato statale ne sono sicuramente un freno. In sostanza i paesi con una spesa pubblica che eccede il 40% del PIL fanno fatica a crescere. L’Italia è intorno al 50%. Il problema è semmai capire dove tagliare la spesa pubblica e come rendere l’Italia un ambiente più favorevole alla crescita del settore privato.

In una situazione di incertezza economica mondiale è difficile pensare che senza particolari incentivi un imprenditore possa decidere di investire;

Gli incentivi sono “utili” soltanto a dirigere la produzione in particolari direzioni che il mercato altrimenti non seguirebbe. Creano, tra l’altro, effetti imprevisti ed indesiderati che poi rischiano di peggiorare la situazione. Abbiamo visto cosa è successo per gli incentivi alla rottamazione delle automobili.

Piuttosto lo Stato deve creare un ambiente non ostile agli investimenti e agli imprenditori, in modo che possano sviluppare la propria attività produttiva. La storiella che raccontava le gesta di Stefano Lavori, ovvero cosa sarebbe successo se Steve Jobs fosse nato in Italia, è purtroppo verosimile e gli ostacoli che i nostri imprenditori incontrano sono in gran parte dovuti all’interventismo pubblico, non alla sua assenza.

E’ più probabile che decida di rendere più efficiente la propria azienda facendo dei tagli. E allora, di fronte alla mancanza di sicurezza del proprio posto di lavoro, le famiglie sono portate a ridurre le spese, piuttosto che incrementare i consumi.

Se ridimensionare l’azienda la rende più efficiente e profittevole allora sarebbe sbagliato impedirglielo. Vogliamo che le risorse scarse siano impiegate per produrre beni e servizi utili e richiesti oppure solo mettere gente al lavoro e dar loro uno stipendio? Le risorse non più utilizzate dall’azienda A per produrre X, potranno essere utilizzate dall’azienda B per produrre Y, l’importante è appunto non ostacolare la dinamica del cambiamento in atto ma favorirne il corso.

In parole povere, se una azienda ha una capacità produttiva di 100 e riesce a vendere solo 60 è inutile e dannoso accanirsi e spendere denaro pubblico per costringere la gente a comprare 100. Ciò che si vede, della politica dei sussidi, è che l’azienda che fa profitti e dà lavoro ai suoi operai ma ciò che non si vede è ben più importante. Non si vede il costo sopportato dal contribuente, che si accolla il peso degli incentivi con le tasse che paga, non si vedono le risorse produttive che sono allocate alla produzione del bene favorito dai sussidi e quindi non possono essere impiegate nella produzione di altri beni più richiesti, non si vede infine il costo ambientale di certe scelte politiche: rottamare auto con pochi anni e km di servizio per costruirne di nuove non fa certo bene all’ambiente!

Inoltre l’idea per cui l’economia va bene quando si consuma perchè così il denaro circola e fa aumentare la produzione va poi decisamente riconsiderata. Purtroppo è una fallacia economica che oramai ha messo radici nel pensiero contemporaneo.

Vediamo ora le opzioni che la Gabanelli propone per ridurre il debito pubblico di 350 miliardi e portare il rapporto debito/PIL al 100%.

AUMENTARE IL GETTITO IRPEF NON DAREBBE MOLTO – Gli italiani sono 60 milioni (di cui solo il 38% lavora). Ogni italiano dovrebbe pagare 162 euro al mese per tre anni. Difficile pensare che sia possibile. Anche aumentare le tasse sui redditi servirebbe a poco. Coloro che dichiarano oltre 100.000 euro, sono lo 0,9% del totale, e sopra i 70.000 euro arriva appena il 2% degli italiani.

Fin qui ci siamo, aumentare le tasse in un paese che ne paga già tante (dopo la recente manovra arriveremo al 45% del PIL) non è la soluzione ai problemi di eccessivo indebitamento di un paese. Lo mostra anche lo studio di Alesina e Ardagna che ho citato prima.

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CI SAREBBE LA STRADA DELLA PATRIMONIALE – Secondo i dati della Banca d’Italia, la ricchezza in edifici e terreni degli italiani (al netto di passività/relativi debiti) è pari a 8.600 miliardi. Una patrimoniale del 4% del valore produrrebbe quindi un’entrata di cassa straordinaria pari a 344 miliardi.

Una patrimoniale di 400 miliardi l’aveva proposta anche Alessandro Profumo, ex amministratore delegato di Unicredt, ex prima scelta di Enrico Letta come canditato premier del Pd e …. indagato per frode fiscale (da che pulpito!).

In ogni caso, lo scrive anche la stessa Gabanelli, una patrimoniale così punitiva sarebbe inattuabile e dalle conseguenze tragiche, come ben spiegato da Giorgio Meletti sul Fatto Quotidiano.

Veniamo ora a quella che la giornalista di Report considera l’unica soluzione attuabile.

La caccia ai grandi evasori è l’obiettivo numero uno, che deve però fare i conti con l’esistenza degli stati canaglia, i tempi lunghi delle procure e delle rogatorie, mentre noi di tempo ne abbiamo poco. Invece si sa che almeno il 20% del PIL è sommerso. Una legge che lo facesse emergere genererebbe entrate allo Stato e farebbe diminuire il nostro debito molto velocemente.

L’UNICA VIA È LA TRACCIABILITÀ DEI PAGAMENTI – Ad oggi solo pagamenti superiori a 2.500 euro devono essere fatti mediante assegno, bonifico, carta di credito, o bancomat. Ben al di sopra della tipica fattura che un privato riceve da un professionista, un commerciante o un artigiano.

Si va a parare sempre lì, sull’evasione fiscale colpa di tutti i mali dell’Italia e che va eliminata con ogni mezzo, anche invocando misure orwelliane. Come ha ben spiegato Ricolfi qualche settimana fa sulla Stampa, ci sono due tipi di evasione fiscale: quella odiosa di chi “chi potrebbe benissimo pagare le tasse, e non lo fa semplicemente perché vuole guadagnare di più” e quella invece di quanti “se facessero interamente il loro dovere fiscale, andrebbero in perdita o dovrebbero lavorare a condizioni così poco remunerative da rendere preferibile chiudere l’attività”.

Dal momento che vogliamo che si puniscano i primi e si permetta ai secondi di portare avanti la loro attività in modo legale, continua Ricolfi, dobbiamo combatterla sì con più controlli ma anche con aliquote ragionevoli. Io aggiungerei anche con un fisco più semplice perchè essere costretti a rivolgersi (e pagare) ad uno specialista per sapere quante tasse devi pagare è folle.

La Gabanelli va diretta e propone il controllo supremo, quello che renderebbe impossibile l’evasione fiscale, ovvero l’abolizione il contante. In realtà parla di una tassazione che ne renda sconveniente l’uso ma la finalità è quella lì, niente contante uguale niente evasione.

La giornalista di Report si chiede: quali categorie hanno assolutamente bisogno di contante? Lo spacciatore, il tangentista, il riciclatore. Tutte le attività criminali esistono solo grazie all’uso del contante, e non contribuiscono alla ricchezza dello Stato, ma generano un costo in termini sociali, di polizia, di burocrazia, ecc.

Ce ne sono anche altri.

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Ad esempio i i bambini che vendono la limonata per tirar sù qualche euro, i ragazzi che tagliano l’erba del vicino, i babysitter, gli studenti che danno ripetizioni. Tutti “evasori fiscali” che però giustamente sono tollerati.

Che dire poi dei venditori ambulanti che magari potrebbero avere qualche difficoltà ad acquistare la strumentazione adatta per permettere pagamenti con carta di credito o bancomat? E vogliamo dimenticare le persone anziane o con poca dimestichezza con la tecnologia? Per non parlare dei problemi tecnici e di sicurezza che si accompagnano all’uso di uno strumento elettronico.

Quello che però ritengo il problema più grande è però il seguente: se tutte le mie transazioni sono registrate allora un database centrale può facilmente raccoglierle e catalogarle, un analista governativo può scrutinarle ed individuare non solo i miei redditi ma anche, ad esempio, le mie preferenze politiche, la mia fede religiosa, la mia appartenza a certi gruppi. Se ciò che l’analista scopre non è gradito al governo, quest’ultimo può semplicemente decidere di far pressione sulle banche perchè mi “spengano” le carte e congelino i conti. E con un click io sono rovinato.

Improbabile distopia orwelliana? Prima di buttare alle ortiche la nostra libertà individuale per combattere l’evasione fiscale, ricordiamoci che la logica del “chi non ha nulla da nascondere non ha niente da temere” è stata fedele compagna di tutti i totalitarismi e anche nella democratica Italia contemporanea gli esempi di chi usa il fisco per rovinare le persone ed appropriarsi del suo patrimonio purtroppo esistono.

In conclusione il debito pubblico va ridotto e per farlo è meglio che per una volta lasciamo perdere il lato delle entrate ed il facile bersaglio degli “evasori” e ci concentriamo su quello della spesa.

La Gabanelli sa benissimo che lo Stato spreca denaro in continuazione e Report è stato in prima linea nel portare alla luce e svelare al grande pubblico gli sprechi e gli scandali delle nostre amministrazioni pubbliche. Per questi motivi spero che concordi sul fatto che si può mettere in sicurezza il debito pubblico tagliando la spesa in modo deciso ma circostanziato ed al contempo riformare il fisco in modo da renderlo più semplice e meno oppressivo.

*Ashoka’s Corner

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Showing 14 comments
  • rik
    Rispondi

    E’ sempre la stessa solfa da stato borbonico/totalitarista sovietico ovvero quello di reprimere e rapinare mentre l’unica sacrosanta medicina da quando mondo e’ mondo e’ la prevenzione che si fa applicando il sistema fiscale anglosassone con contrasto di interesse, abbassando notevolmente le aliquote fiscali e il soffocamento della burocrazia,e l’elenco non termina qui. Con un fisco ed uno stato predatore fanno bene coloro che non investono in attivita’ o se ne vanno dall’Italia o chiudono,ovvero sole le tre condizioni permesse dallo stato italiano a chi avrebbe voglia di fare.

    • cencetti
      Rispondi

      Quoto!

  • Giorgio Fidenato
    Rispondi

    La Gabanelli non mi è mai piaciuta e tanto meno dopo questa sua uscita. Le sue inchieste sono state sempre molto politiche e politically correct. Non è una brava giornalista, ma una giornalista brava a farsi dare tanti soldi per le sue inchieste sempre ideologicamente orientate.
    Questa ultima sua uscita è la diretta conseguenza della sua distorta concezione della realtà!!! Tutto il suo lavoro di inchiesta, sopo queste affermazioni, non ha alcun valore storico: tutto viene filtrato nella sua mente statalista.

    • Brillat-Savarin
      Rispondi

      la Gabanelli è un maschio travestito male e per di più ferocemente comunista.

      • Leonardo Facco
        Rispondi

        BELLISSIMA QUESTA!

      • daniela
        Rispondi

        Io sono per l’abolizione totale del rdenaro contante in questa maniera automaticamente nessuno potrà evadere più le tasse l’italia non dovrà faremanovre fiscali il pil aumentarà notevoltemne finalmente ci sarà giustizia fiscale e rinizieranno gli investimenti in italia non ci sarà più problemi di rating di tassi elevatissimi per fare questo dobbiamo assolutamente spazzare via la vecchia classe politica corrotta che da dedecinni ruba alle spalle degli onesti cittadini dobbiamo iniziare a pensare che la cosa pubblica è un bene comune e non una possibilità di rubare di arrafffare (siamo i più furbi vero ?) lo stato siamo noi e gli italini dovrannno perforza cambiare mentalità con questa legge si potrebbe imporre un cambio cultura radicale agli italiani che fino ad oggi non hanno e mi ci metto anch’ io non abbiamo ancora capito che rubare agli altri è rubare a noi stessi in alto la nostra classe politica mafiosa corrotto ruba alla grande (si pensi solo agli eventi di questi ultimi mesi bossi cricche destra sinistra eccc..) ai tagli che fannno solo partendo dal basso ai tagli alla sanità menre ai livelli più alti i benefici rimangono invariati a breve l’italia continuando così non avrà altro che il fallimento e il fallimento vuol dire povertà tornare indietro di decenni dobbiamo imporci delle regole ormai regole ferree senza mezzi termini non si può più schierarsi dietro bandiere e falsi ideali per questo penso che a breve inizierà una nuova forza politica con il primo obbiettivo “ABOLIRE IL DENARO CONTANTE” questo non vuol dire favorire le banche che anzi sencondo il mio parere dovranno essere statalizzate visto che vengono da noi finanziate ci saranno nuove tagli enormi alla classe dirigente e alle banche assicurazioni a tutte le caste ripeto tutte le caste che hanno portato l’Itlaia è dove è oggi.
        Una nuova classe politica che dal basso alzerà la voce e porterà finalmente alla legalità in questo paese sarà una nuova cultura politica che avrà come mezzo internet le piazze le scuole e darà nuova linfa a creare insieme un movimento straordinario non è sogno è già da queste mie parole a breve sentire che a questa voce si uniranno centiania migliaia di persone che vogliono e pretendono un paese dove lavorare e vivere con l’orgoglio di essere ancora importanti e poter decidere sulle sorti di tutti noi noi…. a presto … spero che ci siano persone che la pensino come me e come me abbiano voglia di cambiare l’italia Un particolare grazie alla Gabanelli e tutti quelli di report e di altre trasmissiioni (giornalistie ecc….) che lavorano perchè agli italiani si aprino gli occhi e maturi un nuovo ragionamente un nuovo cambiamento se tutto questo sarà solo un ‘illusione sarà anche la fine di questo paese e allora è meglio andare via dire alle giovani generazioni che dovranno perforza emigrare fare come i nostri antenati che più cento anni fa hanno iniziato anche in America e altri paesi europei …. spero che non sia così
        un saluto a tutti
        “nuovo movimento per equità fiscale “Io sono per l’abolizione totale del rdenaro contante in questa maniera automaticamente nessuno potrà evadere più le tasse l’italia non dovrà faremanovre fiscali il pil aumentarà notevoltemne finalmente ci sarà giustizia fiscale e rinizieranno gli investimenti in italia non ci sarà più problemi di rating di tassi elevatissimi per fare questo dobbiamo assolutamente spazzare via la vecchia classe politica corrotta che da dedecinni ruba alle spalle degli onesti cittadini dobbiamo iniziare a pensare che la cosa pubblica è un bene comune e non una possibilità di rubare di arrafffare (siamo i più furbi vero ?) lo stato siamo noi e gli italini dovrannno perforza cambiare mentalità con questa legge si potrebbe imporre un cambio cultura radicale agli italiani che fino ad oggi non hanno e mi ci metto anch’ io non abbiamo ancora capito che rubare agli altri è rubare a noi stessi in alto la nostra classe politica mafiosa corrotto ruba alla grande (si pensi solo agli eventi di questi ultimi mesi bossi cricche destra sinistra eccc..) ai tagli che fannno solo partendo dal basso ai tagli alla sanità menre ai livelli più alti i benefici rimangono invariati a breve l’italia continuando così non avrà altro che il fallimento e il fallimento vuol dire povertà tornare indietro di decenni dobbiamo imporci delle regole ormai regole ferree senza mezzi termini non si può più schierarsi dietro bandiere e falsi ideali per questo penso che a breve inizierà una nuova forza politica con il primo obbiettivo “ABOLIRE IL DENARO CONTANTE” questo non vuol dire favorire le banche che anzi sencondo il mio parere dovranno essere statalizzate visto che vengono da noi finanziate ci saranno nuove tagli enormi alla classe dirigente e alle banche assicurazioni a tutte le caste ripeto tutte le caste che hanno portato l’Itlaia è dove è oggi.
        Una nuova classe politica che dal basso alzerà la voce e porterà finalmente alla legalità in questo paese sarà una nuova cultura politica che avrà come mezzo internet le piazze le scuole e darà nuova linfa a creare insieme un movimento straordinario non è sogno è già da queste mie parole a breve sentire che a questa voce si uniranno centiania migliaia di persone che vogliono e pretendono un paese dove lavorare e vivere con l’orgoglio di essere ancora importanti e poter decidere sulle sorti di tutti noi noi…. a presto … spero che ci siano persone che la pensino come me e come me abbiano voglia di cambiare l’italia Un particolare grazie alla Gabanelli e tutti quelli di report e di altre trasmissiioni (giornalistie ecc….) che lavorano perchè agli italiani si aprino gli occhi e maturi un nuovo ragionamente un nuovo cambiamento se tutto questo sarà solo un ‘illusione sarà anche la fine di questo paese e allora è meglio andare via dire alle giovani generazioni che dovranno perforza emigrare fare come i nostri antenati che più cento anni fa hanno iniziato anche in America e altri paesi europei …. spero che non sia così
        un saluto a tutti
        “nuovo movimento per equità fiscale “

  • Rob67
    Rispondi

    per fortuna ha premesso…………..”Non sono un economista, non sono un’esperta di finanza, ma una giornalista generica che ogni tanto prova a capire temi complessi, per poi spiegarli agli utenti”………….Bene io spero che gli utenti posseggano il minimo di conoscenza economica (Guadagno=Ricavo-Spesa) per capire un tema che e’ complesso solo perche viene spiegato male da, guarda caso ,giornalisti che esprimono opinioni e provano a capire.L’economia reale non e’ ne di destra ne di sinistra………………. 1+1=2
    Signora Gabanelli apprezzo il suo sforzo di “provare a capire” ma la popolazione ormai ha paura di capire perche’ le soluzione a cio’ che sta vivendo tutti i giorni e’ piu’ tragica della sua conclusione sull’evasione.

    • cencetti
      Rispondi

      LO STATO IN QUESTO PAESE LERCIO QUANTO EVADE? HO SENTITO DI UNA INFERMIERA CHE IN 10 ANNI HA LAVORATO 2 MESI!!!.Mai e poi lo stato italiano riuscisse a dare,chiede e basta.Pensioni per parlamentari e stipendi per 4 milioni di statali,il resto…BOH! Di conseguenza migliaia di domande per un posto pubblico,ma allora equivale a nazionalizzazione – i non raccomandati= stalin al quadrato!

  • Luigi
    Rispondi

    Qui: http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Tassiamo_il_contante%2C_o_no%3F#body – un’analisi molto interessante delle conseguenze (catastrofiche) della proposta Gabanelli.

  • Dino
    Rispondi

    Sta roba di quanto faccia bene il contante sarà difficile da far entrare in testa alla gente, siamo rovinati.

  • rik
    Rispondi

    assodato che l’evasione c’e’.e’consolidata per coloro che fortunatamente possono farla,anche se non sempre eticamente corretto. constatando che la tassazione e’abnorme e che il sistema repressivo causa solo danni e pochi ”benefici”.mi chiedo perche’ nessuna forza politica,tenti una modifica fiscale o una riforma in senso anglosassone e quali siano le motivazioni di questo stallo in materia fiscale.

  • daniele
    Rispondi

    Ciao a tutti non voglio addentrarmi in discorsi politici, ma penso che in Italia molte persone che non capiscono nulla di economia dovrebbero levarsi dai coglioni!
    La crisi in Italia è molto piu’ grave del previsto: uccidendo posti di lavoro hanno distrutto i consumi e penso che questo sia il vero fulcro dell’argomento!
    Concordo con Leonardo che gli incentivi alle auto e alle lavatrici non sono serviti a nulla…anzi sono una bemerita stronzata, SE NON LAVORO PIU’ O NON LAVORO DI CONTINUO A COSA MI SERVE COMPRARMI UN’AUTOMOBILE SE NON POSSO MANTENERLA!???
    SALUTI

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