In Anti & Politica, Economia

DI  FUNNYKING*

Una vera nemesi. Per anni lo Stato ha usato le imprese come una sorta di banca, facendosi anticipare l’Iva e accumulando nei confronti dei suoi fornitori debiti commerciali per oltre 70 miliardi. Adesso, ai tempi del credit crunch, con i rubinetti delle banche chiusi, sono le imprese a usare lo Stato per finanziarsi. Il meccanismo è semplice e il fenomeno avrebbe raggiunto una consistenzaza tale da far scattare un campanello d’allarme nel governo.

In molti avrebbero iniziato a ritardare il pagamento dell’Iva, l’imposta sul valore aggiunto. Un escamotage border line, ma lecito. L’impresa fa la dichiarazione Iva ma non effettua il pagamento. Se il debito si mantiene sotto i 50 mila euro (sopra scatterebbe il reato penale) si può mettere in regola entro la fine dell’anno pagando una sanzione del 3,75%, oltre gli interessi. Fino alla fine del 2011 il tasso legale era dell’1,5%, poi Mario Monti, dal primo gennaio, ha deciso di alzarlo al 2,5%. Comunque, anche con la stretta, è come finanziarsi a un’aliquota intorno al 6%. Le banche vogliono di più e comunque i soldi non li danno. Risultato? Stavolta a ritardare il pagamento sono le imprese ed è il Tesoro a dover aspettare per incassare il credito

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Siamo al punto di rottura,molte imprese che hanno la sfortuna di risiedere e pagare le tasse in Italia sono costrette, per sopravvivere, a ritardare i pagamenti dell’IVA. Questo meccanismo sta svuotando rapidamente le casse dello Stato, dunque aspettiamoci un altra serie di consigli dei ministri “straordinari” per sempre maggiori strette fiscali allo scopo di tenere la gigantesca e criminale macchina statale in grado di funzionare, così come è, ancora per qualche tempo.

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Vorrei fare notare che le imprese (e le partite IVA) oggetto di questo articolo sono all’ultimo escamotage permesso dalla legge per continuare ad esistere. Poi gli sarà necessario fare una scelta. Chiudere e fallire o l’illegalità, il mercato nero. In ogni caso è evidente che il punto debole dello Stato è esattamente il versamento dell’IVA, con la poca cassa a disposizione e l’impossibilità di andare sul mercato a fare nuovo debito basterebbero pochi mesi di massicci ritardati pagamenti, specie da parte delle regioni del Nord, per mandare in bancarotta l’intero sistema.

Ciascuno faccia le proprie considerazioni in proposito.

 

* Link all’originale: http://www.rischiocalcolato.it/2012/02/la-rivolta-di-atlante-e-cominciata.html

 

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Mostrati 5 commenti
  • iano
    Rispondi

    Avete scelto una foto molto sgradevole ! Ormai queste notizie non suscitano più “clamore”!!sono la normalità.avete citato solo un escamotage,ma vi assicuro che ne usano tanti altri,come per esem.far lavorare gli operai pagati dalla cassa integrazione…ecc.Sappiamo anche che tutti ormai raschiano il barile !!Non è per fare i furbi o che sono disonesti,e solo che non riescono a tenere in piedi la “baracca”.Le commesse diminuiscono,L,incasso lordo cala anche del 50%,ma le spese..Operai,luce,gas,manutenzione,”affitto capannone ecc.”e pressione fiscale Statale,aumentano,Ecco perchè aumentano anche i casi di suicidio degli imprenditori.Questo agli “statali”dispiace perchè non potranno pagare più le tasse !!!Intanto con la scusa della crisi stanno cercando di togliersi un vecchio sassolino dalla scarpa “ART.18″!!che non centra niente con la crisi.Se non fanno investimenti in questo paese,è solo a causa dell,elevata pressione fiscale !! Adesso la pressione non è più solo fiscale, ma individuale !!E” palese che Befera e company,hanno “innescato”lo stato di Polizia !!!!!!

  • lorenzo65
    Rispondi

    Io ho riconsegnato i libri contabili la scorsa settimana dopo 13 anni di impresa…Ho dovuto licenziare 8 dipendenti e sò che da oggi in poi non potrò più avere una ditta o un conto corrente o semplicemente una casa intestata…Lo stato è stata la prima causa del dissesto perchè mi ha aumentato il gasolio raddoppiandomelo(NBR AVEVO UNA DITTA DI AUTOTRASPORTI)senza parlare di autostrada,rcauto,gomme,e tasse tutte aumentate vertiginosamente.L’unica a non aumentare è stata la tariffa dei miei trasporti e così voilà il Deafault è servito….Grazie stato italiano grazie e fanculo a te parassita…..

    • Roberto
      Rispondi

      Non farti avvilire troppo. Se hai lavorato per 13 anni in questo paese vuol dire che hai le capacità necessarie a riuscire.
      Pertanto ti consiglio vivamente di cominciare a studiare la fiscalità di altri paesi vicini all’Italia e magari ricominciare da lì con molti meno ostacoli.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Non so cosa dirti, mi dispiace.
      Leggo che per te licenziare i tuoi 8 dipendenti non è stato un divertimento, diversamente da quanto sostiene qualche idiota che pensa che gli imprenditori pensano solo al profitto.
      Non so quanto manchi a me, è come vincere al lotto rovesciato: chi viene estratto prima esce, gli altri a seguire.
      Se uno ha fortuna gli resta ancora qualcosa in mano quando lo Stato finalmente crepa.
      In effetti è meglio emigrare.

    • iano
      Rispondi

      Hai fatto bene a scrivere “stato”con s minuscola,iinfatti questo è un piccolo stato e non solo come dimensione……pensa le tasse che ti hanno rovinato vanno:50% agli statali per i cosidetti “servizi”il 25% ai parlamentari,ministri,sottosegretari,deputati ecc.e 25% finanziamenti ai partiti….e voilà !!!i tuoi soldi sono già spariti!!!Quì l,unico che non fallisce mai è “Attila il flagello di Dio”oAttilio chiamatelo come volete…..Infatti con lo stipendio che prende,tra un paio d,anni si trasferirà in Svizzera,per rifarsi una nuova vita !!!

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