In Esteri, Libertarismo

DI ROGER TOUTANT*

Guidare sulle strade pubbliche è un’impresa pericolosa. Più di 2.000 Canadesi perdono la vita ogni anno viaggiando, semplicemente, dal punto A al punto B; più di 400 persone solo ad Alberta. Di questi, in media, dieci muoiono sulla Superstrada 6, l’unica strada a due corsie che collega Edmonton con la vivace città di Fort Mc Murray [1].

L’alto tasso di mortalità della superstrada e la conseguente diffusione mediatica del problema hanno incitato l’intervento della MLA (ndt: assemblea legislativa) locale; essa ha chiesto maggiori risorse da destinare alla sorveglianza e alla prevenzione, al fine di porre rimedio all’eccessiva velocità e alla guida in stato di ebbrezza[2]. Il governo, ovviamente, ha acconsentito e il Ministro della Giustizia ha minacciato azioni radicali, quali la confisca dei veicoli privati in caso di superamento dei limiti di velocità[3]. In più, il premier ha promesso l’accelerazione dell’ampliamento a quattro corsie della strada, il quale, comunque, procede a ritmo governativo (cioè glaciale).

Problema risolto, giusto? Dopo tutti questi anni di gestione stradale, i grandi pensatori del dipartimento dei trasporti avranno escogitato il rimedio giusto. Sfortunatamente, anche dopo queste brillanti iniziative, sappiamo che le persone continuano a morire sulla Superstrada 63. Torniamo indietro un attimo.

Se le strade fossero gestite da privati, le persone non starebbero a guardare mentre i loro bambini, genitori o vicini muoiono usando un servizio privato. Infatti, chiederebbero il carcere, a seguito di omicidio, per i proprietari stradali. Cosa interessante, gli operatori statali non hanno tali preoccupazioni al riguardo.

Poiché lo Stato non incontra sfide legali nella gestione stradale, la sua soluzione alle morti incidentali è sempre la stessa: più poliziotti per punire i guidatori, più multe, confisca di proprietà private (automobili), un’altra corsia e un po’ di segnaletica (“consapevolezza crescente”). Nel mercato, il cliente è re; nelle strade statali, il cliente è SEMPRE il problema.

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Se un proprietario privato incontrasse i problemi della superstrada provinciale di Alberta, potreste essere sicuri che soluzioni creative sarebbero adottate e i clienti non sarebbero visti come la causa del problema! Se il proprietario fosse davvero libero da interferenze governative e regolamentazione, potendo ottenere dei ricavi per i servizi che fornisce, la sua soluzione potrebbe essere quella di costruire una strada a tre corsie per ogni direzione: una per il traffico lento, un’altra per quello moderatamente veloce e la terza per i guidatori così sicuri da superare, ad esempio, i 150 km/h. Dopotutto, i veicoli di oggi possono tranquillamente sostenere alte velocità. Le intersezioni potrebbero essere ridisegnate in modo da minimizzare potenziali incidenti. Segnaletica e tecnologia farebbero, inoltre, da apripista a cambi rivoluzionari: le soluzioni sono solo limitate dalla nostra immaginazione. L’attenzione del proprietario privato sarebbe focalizzata sulla sicurezza e l’affidabilità dell’esperienza del cliente, piuttosto che sulla sua punizione e sulla prevenzione, spesso molesta, a danno degli stessi.

Tali soluzioni rifuggono l’incompetente burocrazia pubblica; i burocrati vengono pagati sia nel caso ottengano risultati (nessuna morte sulle strade) sia nel caso non li ottengano (1.000 persone morte). La storia ha dimostrato come i monopoli pubblici portino a servizi impoveriti, clienti insoddisfatti e, nel caso delle strade, feriti e morti. Poiché le strade sono gestite dallo Stato, che copre indirettamente i suoi costi col prelievo fiscale, i benefici dei segnali dei prezzi e dei profitti sono completamente assenti.

il paradosso della ‘pianificazione’ è evidente: essa non può pianificare, a causa dell’assenza del calcolo economico”[4].

I politici e la burocrazia pubblica sono necessariamente incapaci di determinare se il servizio stradale fornito sia gradito ai consumatori o economicamente efficiente. Inoltre, è praticamente impossibile per lo Stato sapere quali investimenti siano necessari sulle strade o quante nuove strade debbano essere costruite e a quali costi: tutto ciò che esso sa consiste nell’avere a disposizione un budget determinato, da condividere con la miriade di altri settori sui quali esercita il suo controllo e la viabilità rappresenta uno dei meno finanziati usualmente.

Ad esempio, aggiungere sedici vigili gioverà alla Highway 63? È il numero giusto? Chi lo sa, nessuno può dirlo. Dovrebbero aggiungere una corsia? O due? Se sì, in quale direzione? Non è possibile saperlo. Il denaro potrebbe essere meglio speso su altri programmi statali? Di nuovo, non c’è un criterio per stabilirlo. C’è un modo per risolvere la situazione? Bloccando i proprietari privati, che competono nella soddisfazione dei clienti ricercando un profitto, non lo sapremo mai.

Ciò che sappiamo è che un operatore privato non si siederebbe a guardare mentre i suoi clienti vengono uccisi. Se così non fosse, sarebbero costretti alla bancarotta o alla prigione; i suoi clienti lascerebbero la strada per percorsi più sicuri: l’assassinio continuo di clienti sarebbe una cattiva notizia per l’impresa. Per il governo, d’altro canto, rappresenterebbe invece l’occasione per estendere autorità e controllo: nessun politico o burocrate finirà in prigione.

La perdita annuale di migliaia di vite innocenti prova, al di là di ogni dubbio, che lo Stato sia la più inappropriata e pericolosa organizzazione alla quale affidare la gestione delle strade. Sfortunatamente, ulteriori migliaia di persone continueranno ad essere sacrificate sull’altare dell’incompetenza burocratica, finché le cose rimarranno allo stato attuale. È tempo di dare il benservito alla gestione statale della viabilità. Non è forse tempo di pretendere che i gestori e proprietari siano chiamati a rendere conto personalmente delle stragi sulle loro strade?

 

Articolo di Roger Toutant su Mises Canada 

 

*Link all’originale: http://vonmises.it/2012/10/05/le-strade-pubbliche-uccidono/

Traduzione di Luigi Pirri

 

 

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Per ulteriori approfondimenti, consiglio il saggio del Dr. Walter Block “The Privatization of Roads and Highways”  [5].

[1]  “Alberta’s Highway 63, an oil sands lifeline, has seen 46 deaths in five years”, National Post, April 30, 2012 (http://news.nationalpost.com/2012/04/30/albertas-highway-63-an-oil-sands-lifeline-has-seen-46-deaths-in-five-years)

[2] “More Police Headed to Highway 63”, Edmonton Sun, July 24, 2012 (http://www.edmontonsun.com/2012/07/24/more-police-headed-to-highway-63)

[3] “More Police Patrols Added to Deadly Oilsands Highway”, Globe and Mail, July 24, 2012 (http://m.theglobeandmail.com/news/national/more-police-patrols-added-to-deadly-oilsands-highway/article4439714/?service=mobile)

[4] Ludwig Von Mises, Human Action: A Treatise on Economics, 4th ed., Yale University, 1949, pg. 700.

[5] Walter Block,  The Privatization of Roads and Highways, Ludwig Von Mises Institute, 2009.

 

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Showing 3 comments
  • NM
    Rispondi

    Tu dici che il privato farebbe meglio del pubblico perché ha un interesse a farlo… sostanzialmente sono d’accordo ma noto un problema, almeno nella gestione delle strade.
    La questione è: cosa mi garantisce che l’interesse del privato sia non solo economico ma anche di effettivo miglioramento del servizio? Io direi:
    la possibilità del cliente insoddisfatto (per la sicurezza della strada, per il pedaggio, per incidenti ecc.)
    1. di ricorrere a una giustizia efficiente ed economicamente alla sua portata
    2. di cambiare fornitore del servizio
    Il punto 1 è realisticamente applicabile (meglio in canada, qui in italia sarebbe dura!).
    Il punto 2 è realizzabile quando si parla di strade?

  • bombolo
    Rispondi

    Per quanto possa apprezzare le idee libertarie questo articolo mi sembra campato per aria.

    Il libero mercato esprime le sue potenzialità nei settori dove è possibile instaurare una concorrenza. In certi settori come le strade questo appare decisamente irrealistico soprattutto per motivi di spazio. Ma poi che senso avrebbe creare 10 strade diverse gestite da 10 società diverse per andare da A a B, oltre a distruggere il paesaggio?
    Inoltre è ridicolo pensare che privatizzando le strade come per miracolo salterebbero fuori le soluzioni a problemi di sicurezza che ci affliggono da decenni..
    Articolo bocciato.

  • pippo pg
    Rispondi

    Bisognerebbe obbligare gli enti che gestiscono le strade (comuni, province..) a destinare una quota fissa delle loro entrate per la manutenzione delle strade,per la segnaletica….. per metterle in sicurezza insomma.
    Oggi gli enti locali preposti a questo con i soldi che prendono ci fanno quello che vogliono..il mio comune (150000 abitanti) ha fatto una metropolitana leggera da 120 milioni di euro( e 15 milioni di euro all’anno di passivo) per coprire 5 km di percorrenza….e sulle strade ci sono i crateri….

    .

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