In Anti & Politica, Economia

DI GABRIELE BARELLO

Se vedrete una lunga coda a Torino per fare benzina, tranquilli non avete le allucinazioni. No non è una bufala o un trucco… è tutto vero! Quello che sta succedendo dalle 10:00 di questa mattina alla Tamoil di Corso Svizzera 184 a Torino è tutto vero. Il tuo V8 è assetato ma ogni volta che fai benzina è peggio della tortura cinese? Ti manca un po’ di prezioso liquido fossile, ma non sai dove andare? La Tamoil di Corso Svizzera oggi è il posto giusto dove fare il tuo pieno all’auto!

L’iniziativa è stata una lodevole e furba iniziativa del Tea Party Italia, anche se l’idea è scattata a Giulia Bonaudi, membra molto attiva e coordinatrice del Tea Party Piemonte. E’ stata dura, ma alla fine c’è l’hanno fatta, nonostante la crisi a trovare un generoso sponsor privato che rimborsasse l’importo delle accise rapinate. Lo sponsor in questione è Industrie Gaidano, di Gaidano Pierluigi con sede in Via Michiardi 90 a Grugliasco (TO), specializzato nella lavorazione del legno nell’ambito di prefabbricati abitabili e strutture annesse nonché la loro messa in opera. Il Tea party Italia restituirà il corrispettivo delle accise una volta fatto il pieno, fino ad esaurimento fondi, quindi affrettatevi se vi trovate dalle parti di Torino e sarete tra i fortunati. Un bel modo anche per conoscere questo movimento giovanile molto attivo in Italia ma ancora poco conosciuto.

L’iniziativa è chiaramente finalizzata a dare un segnale a questo governo che non perde mai occasione per alzare le accise sulla benzina (ormai giunte ad un intollerabile 60%) ogni qual volta si ha necessità di far cassa, invece di tagliare le spese e gli sprechi di questa baracca fallita. Le accise sulla benzina come si sa, sono per la maggior parte inutili oltre che dannose: usate dai passati governi ad ogni “emergenza nazionale” dalla guerra in Abissinia al disastro del Vajont, dovevano essere sempre provvisorie ma sono rimaste parte integrante del prezzo dei carburanti (dal famoso detto “un diamante è per sempre… come le tasse”). Insomma la giornata di oggi ha anche uno scopo di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini-automobilisti, troppo spesso anestetizzati dalle troppe tasse: l’obbiettivo è svegliare le coscienze rendendo tutti consapevoli di quanta parte del nostro portafoglio se ne va allo Stato. Un obiettivo questo che il Tea Party persegue sin dalla sua fondazione.

Il Tea Party Italia si è sempre dimostrato contro uno stato ladro e troppo invasivo, ed a sorpresa è composto per l’80% da persone molto giovani (con età al di sotto dei 30 anni). E non è nuovo a simili iniziative dette “No Tax Day”, una sorta di ribellione pacifica contro una tassazione che ormai è al di là di ogni ragionevole limite umano. Va quindi il nostro ennesimo plauso, al Tea Party Italia per questa iniziativa, che speriamo sia molto prolifica, e che risvegli il popolo suddito italiano.

Post suggeriti
Mostrati 5 commenti
  • depaoli.fabrizio@liberi.it
    Rispondi

    Il plauso non va solo ai Tea Party, ma anche al Signor Pierluigi Gaidano. Che ha dimostrato come un principio valga più del denaro.
    I miei più sinceri complimenti.
    Un saluto .

  • W la Libertà
    Rispondi

    Complimenti al Tea Party e ai giovani che ne fanno parte, e ovviamente allo sponsor.

    Ottima iniziativa…sarebbe da fare anche al supermercato…

  • lorenzo
    Rispondi

    Un altro strumento potrebbe essere il comunicare al cliente, quando si rilascia lo scontrino, quanto dell’importo pagato va al rivenditore e quanto va allo stato sotto forma di Iva (o di imposte in generale). I clienti rimarranno sbigottiti quando realizzeranno che la percentuale dei proventi statali sotto forma di tasse e imposte sul prezzo pagato è pari a 3, 4, 5 o più volte la percentuale del profitto (sempre in rapporto al prezzo) conseguito dal rivenditore.

  • Ercolinux
    Rispondi

    Lodevolissima iniziativa. E anche quella proposta da Lorenzo: vedere uno scontrino con tasse “a parte” farebbe, forse, capire a molta gente quanto il secondo socio (per chiamarlo come lo chiama un amico) delle aziende prende di provvigioni.
    Una cosa simile l’avevano fatta alcuni benzinai dove c’era la suddivisione con le varie percentuali di tasse, accisse e costi su 10€ di incasso: http://m2.paperblog.com/i/119/1197520/vergogna-accise-sui-carburanti-il-70-del-prez-L-UFPJbS.jpeg

    • depaoli.fabrizio@liberi.it
      Rispondi

      Ecolinux, si ma come fare? Il prezzo di un prodotto non è gravato solo da imposte e tasse dirette tipo IVA e Accisa come in questo caso. Andrebbero anche calcolatetutte quelle indotte dal sistema, per esempio i contributi che l’azienda va a versare per i dipendenti, i bolli per i suoi automezzi, si potrebbe continuare all’infinito. Inoltre, tutti i beni di cui si serve quell’azienda a loro volta saranno soggetti ad un prezzo che è fortemente condizionato da TUTTE le tasse e imposte. E così via. Il tutto viene ammortizzato nel prezzo finale.
      Insomma, quello che voglio dire è che è impossibile stabilire quanto sia il prezzo reale del bene e quanto siano le tasse, poiché lo stato inizia a corrodere il bene dall’inizio. Si va molto ma molto oltre, il 20% di IVA.
      È impossibile stabilire il prezzo reale, semplicemente perché non siamo in un mercato libero.

      Sto imparando da Bastiat: cerco di guardare anche quello che non si vede!
      Un saluto .

Lascia un commento

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca