In Anti & Politica, Economia

DI DAMIANO MONDINI

Mi ripropongo in questo breve scritto di avanzare alcune lapidarie riflessioni sull’Europa e su quanto le gravita attorno. Sulla scorta delle riflessioni dell’economista spagnolo di Scuola Austriaca Jesùs Huerta de Soto è possibile affermare due verità apparentemente contrastanti: da una parte, l’Euro pare configurarsi come la più concreta approssimazione allo standard aureo che gli austriaci si ripropongono di raggiungere come situazione ottimale; dall’altra, la gestione della politica monetaria dell’Eurozona da parte della Banca Centrale Europea e l’amministrazione burocratica dell’Unione rappresentano senz’altro un pericoloso ostacolo al risanamento dell’economia e al progredire della libertà.

Insomma, risulta estremamente difficile dare un giudizio conclusivo e chiaro pro o contro l’Europa, la moneta unica e l’integrazione. Da un lato infatti si pongono gli europeisti più convinti, gli sbandieratori del “sogno” di un continente unito sotto il profilo economico e politico, “una preziosa eredità da lasciare alle future generazioni”; dall’altro, parimenti deprecabile è la tesi degli oppositori dell’Euro che vagheggiano di un ritorno alla sovranità monetaria degli Stati, ai quali venga concessa la possibilità di “uscire dalla crisi” stampando autonomamente moneta senza riserva alcuna.

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Entrambe le posizioni sono insostenibili: i propugnatori degli Stati Uniti d’Europa delineano un modello neokeynesiano dal punto di vista economico e centralista da quello politico, fornendo le basi per l’affermazione di un’Unione delle Repubbliche Socialiste d’Europa che schiaccerà sotto il peso del proprio apparato ogni afflato liberale e ogni speranza di sviluppo economico; non da meno, i visionari della Modern Monetary Theory come Paolo Barnard desiderano drogare nuovamente il sistema con altra liquidità, nel vano tentativo di avviare la ben nota “crescita” mediante immissioni di moneta creata ex nihilo dalle banche centrali nazionali. Non è necessario professarsi liberali o aver letto i classici del pensiero austriaco per rendersi facilmente conto delle assurdità proclamate da ambedue le fazioni: è sufficiente essere dotati di un minimo di ragionevolezza.

Non di meno, resta ancora irrisolta la questione se porsi o meno a difesa dell’integrazione economica europea. Gli europeisti, sia pure involontariamente, ci ricordano che proseguire sulla via di Bruxelles rischia seriamente di condurci su quella di Mosca – o verso lidi peggiori di cui la Storia non ci ha ancora dato testimonianza, essendo questa “un continuo progresso verso il meglio”; d’altro canto, i detrattori della moneta unica, che anelano al ritorno ai nazionalismi monetari e alla “stampante sotto casa”, sono utili nel rammentarci che eliminare quei pochi vincoli che l’Unione pone all’emissione di denaro, e magari far rinvigorire antichi spiriti protezionistici, non è parimenti una soluzione auspicabile in un’ottica liberale o anche solo di buon senso.

Come considerare dunque il problema Europa? Innanzitutto, il nostro individualismo liberale deve come sempre farci diffidare di ogni concentrazione del potere, in modo particolare quando questo viene ad accentrarsi nelle mani dei burocrati di Bruxelles e dei banchieri centrali di Francoforte – quelli che, Mario Draghi in primis, cercano in ogni modo di rendere la BCE sempre più simile alla Federal Reserve e dunque ad un torchio senza freni. Nondimeno, Mises e Hayek ci ricordano che il nazionalismo monetario e la politica dei tassi di cambio flessibili sono di gran lunga peggiori di ogni soluzione intermedia che tenti di rispecchiare quanto più possibile i caratteri del gold standard – almeno finché non si potrà pervenire ad esso in modo completo, e v’è di che dubitare che ciò avverrà nel breve-medio periodo.

Naturalmente, la moneta unica non è stata progettata dai politicanti europei a Maastricht in un’ottica asintotica al sistema aureo, e certamente la gestione della BCE tenterà di rendere i due sistemi monetari sempre più distanti ed inconciliabili; pur tuttavia, uscire dall’Euro, quand’anche fosse concretamente realizzabile, dubito francamente possa essere un’opzione da prendere in considerazione. In Italia il fronte anti-euro, volendo tacere per amor di patria della MMT e dei deliri di Barnard, è trasversale come quello degli europeisti – e peraltro le due posizioni, per strano che possa sembrare, non sempre si escludono a vicenda: da Silvio Berlusconi a Beppe Grillo, passando per Paolo Ferrero, tutti criticano l’Euro e, in modo più o meno velato, propongono per esso scelte terminali – mentre suggeriscono  nel medesimo tempo di rendere la BCE un’istituzione più forte e una “prestatrice di ultima istanza”. La soluzione di costoro è semplice: torniamo alla nostra moneta autoctona – quella Lira tanto incensata anche dai leghisti – e monetizziamo il nostro debito pubblico con l’ausilio della Banca d’Italia. E’ inutile ribadire che l’emissione di moneta artificiale equivale ad una tassa occulta,  quanto meno in regime di corso forzoso; altrettanto superfluo è ricordare che l’immissione di nuova liquidità nel tessuto economico provoca storture del sistema produttivo, avvantaggia qualcuno a sfavore di qualcun altro – si pensi all’effetto Cantillon, per il quale i primi a ricevere il nuovo denaro traggono maggiori benefici rispetto agli ultimi – priva di ricchezza reale quegli strati della popolazione che poi si riversano nelle piazze protestando contro il neoliberismo e ringhiando contro i privilegi dei potenti; nel lungo periodo, poi, porta al formarsi di bolle artificiali il cui inevitabile scoppio origina le crisi economiche, i cui effetti ci sono di questi tempi assai ben noti.

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Volendo concludere: non possiamo essere garantiti sul fatto che la gestione europea della moneta sarà oculata, ragionevole e indirizzata dall’intransigente monetarismo di Jens Weidmann – anzi, sull’effettivo potere contrattuale di quest’ultimo v’è seriamente di che dubitare; ciò nonostante, possiamo mettere la mano sul fuoco sul fatto che tornare alla Lira e rimettere alla volontà dei politici nostrani la gestione della moneta sarebbe una decisione gravida di conseguenze catastrofiche. Siamo liberali euroscettici, insomma, non certo mercantilisti!

Tratto da: The Road to Liberty

 

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Mostrati 30 commenti
  • angelo
    Rispondi

    buongiorno. Articolo interessante ma a mio avviso incompleto. la domanda è…. quale proposta concreta per il bene del Paese rispetto ai problemi succitati?

    grazie

    Angelo

    • Damiano Mondini
      Rispondi

      E’ incompleto, certamente. L’obiettivo di proporre una risposta concreta è ardimentoso, e al momento non sono così tracotante da ergermi al ruolo di indovino. So che c’è un ampia tradizione del pensiero liberale che ci ha provato, e che tuttora procede su strade proficue. Penso a Mises, Rothbard, Hoppe, Friedman e altri pazzi libertari. Il percorso è tracciato: a noi il compito, duro ma necessario, di seguirlo. Grazie per l’apprezzamento, in ogni caso.

  • depaoli.fabrizio@liberi.it
    Rispondi

    Damiano Mondini, concordo sulla bellissima e obbiettiva analisi, ma non sul fatto che si dia quasi per scontato che possano esistere solo quelle due alternative, e che quindi la ragionevolezza faccia propendere per la meno peggio.
    Il problema monetario va affrontato secondo me alla radice.
    Una qualsiasi struttura monetaria che sia a corso forzoso, anche se gestita nel migliore dei modi, tale da renderla “simile” ad un gold-standard ( in quanto a stabilità ), farà emergere nel tempo i suoi limiti caratteristici naturali: primo fra tutti il fascino e la tentazione che eserciterà su chi la controlla. Stiamo parlando di umani e non del mercato.
    Forse sto delirando e mi piacerebbe essere contraddetto: permettere come primo passo la legalizzazione di una moneta libera, oppure anche gold-standard gestita da una banca che la emette secondo quelle regole ( copertura al 100%) e che entri in concorrenza diretta con le altre monete euro e dollaro. Immagino che sarebbe molto apprezzata dall’economia reale e che in essa verrebbe trasferita anche quel poco che resta di ricchezza reale presente nel sistema finanziario, accelerandone quindi il collasso ed il crollo delle relative monete fiat.
    Per trasferimento, intendo, convertire la cartastraccia euro e dollaro in oro da conferire come garanzia alla nuova moneta. Questo sarà possibile finché ci sara qualcuno che accetterà la cartastraccia in cambio di oro. Dopo però si avrà già la nuova moneta sufficientemente cresciuta, ed il passaggio sarà doloroso solo per gli ultimi arrivati, cioè quelli che invece hanno scommesso ad oltranza sulle monete fiat.
    Un saluto .

    • Damiano Mondini
      Rispondi

      La tua osservazione mi trova perfettamente concorde. Non ho mai pensato che vi fossero solo queste due alternative. Anch’io sono dell’idea che il free banking, la liberalizzazione della moneta, il ritorno al pure gold standard e alla riserva intersa siano la soluzione di lungo periodo. Ma nelle ipotesi per il breve periodo, tempo che questa opzione non sia annoverabile, purtroppo. Grazie davvero per aver apprezzato il pezzo!

  • Paolo Collector
    Rispondi

    Un’analisi inutile e faziosa direi. Priva di qualsiasi supporto concreto a quanto viene affermato, sia in una direzione che nell’altra.
    Per fortuna noi Italiani stiamo imparando a giudicare e ad apprezzare sempre meno chi sa solo denigrare le opinioni altrui senza gistificare quanto dice.
    Per piacere, il mondo del calcio e’ gia’ pieno di inutili “opinionisti”: lasciamoli confinati li dentro.

  • Patrizia Broghammer
    Rispondi

    L´euro e´una moneta fiat come lo sarebbe la lira, la differenza e´che la seconda sarebbe emessa a debito zero e sotto il controllo dello stato italiano.
    In un momento come questo, con un´economia che muore perche´il mercato e´volutamente e artificialmente privato dell´apporto monetario necessario a finanziare l´attivita´produttiva, il ritorno alla lira e´l´unica via perseguibile.
    L´Italia e´caratterizzata da un numero altissimo di piccole aziende, se si tolgono i finanziamenti si impedisce alle aziende di innovarsi e rinnovare i macchinari necessari alla produzione.
    Questo e´esattamente lo scopo perseguito dall´attuale oligarchia.
    I grossi monopoli vogliono da una parte eliminare ogni concorrenza e dall´altra ridurre la forza lavoro a “lavoratori dipendenti” uccidendo ogni possibile attivita´imprenditoriale.
    E´esattamente quello che e´successo con la grande distribuzione.
    Nel giro di pochi anni sono spariti i piccoli negozi per lasciare il mercato nelle mani di pochi gruppi multinazionali che da una parte stabiliscono i prezzi e dall´altra sfruttano la mano d´opera.
    In un panorama del genere vedremo gli stipendi ridursi e parallelamente i privilegi e i profitti dell´elite aumentare.
    Si ritornera´ad una societa´di tipo medioevale e a governi di tipo dittatoriale.
    Contemporaneamente diminuira´il welfare e l´economia ad esso associata.
    Non vedere l´evoluzione in questo senso e´camminare con il paraocchi e avviarsi ad un futuro in cui ogni possibile sviluppo democratico sara´abolito.
    Il ritorno alla lira e´semplicemente la correzione di uno sbaglio commesso pochi anni fa, l´ammissione che l´Europa cosi´com´e´non e´l´Europa voluta dai cittadini.
    E´dire no alla dittatura e si al ritorno alla democrazia.

    • depaoli.fabrizio@liberi.it
      Rispondi

      Brava Patrizia, è proprio per questo motivo che bisogna fare qualcosa.
      Io invece, l’ultima cosa che farei sarebbe stampare ed utilizzare moneta fiat proprio per far tornare l’appartenenza della moneta al mercato e non alle banche o agli stati. L’economia non deve essere controllata né dagli stati né dalle banche, si può dire che non verrebbe controllata nemmeno dal mercato in quel caso perché semplicemente scaturirebbe da esso.
      Un saluto .

      • Francesco CH
        Rispondi

        LA MONETA E’ LO STATO E LO STATO E’ LA MONETA. Non esiste facoltà superiore da parte dello Stato se non quella di emettere moneta. La moneta è moneta in quanto definita dallo Stato come tale. Sono almeno 4000 anni che funziona così, ossia quantomeno dai tempi delle Città-Stato della Mesopotamia, e continuerà a funzionare così. Si deve anzitutto prendere atto di questa fondamentale realtà fattuale, altrimenti qualunque discorso successivo è inficiato già in partenza a causa delle premesse sbagliate.

        • depaoli.fabrizio@liberi.it
          Rispondi

          Scusi Francesco ch, ma dove sta scritto?
          Se lei porta la cassetta dell’acqua a sua moglie e sua moglie le dà un bacio, vuol dire che c’e’ stato uno scambio, quel bacio è moneta ed è di sua moglie, non dello stato.
          Ma forse lei vorrebbe che sua moglie fosse dello stato..
          Un saluto .

          • Francesco CH

            Mi risponda a questa domanda:

          • Francesco CH

            Fantastico, siamo arrivati a definire la moneta come un bacio. La fantasia al potere è di sicuro poetica. Quando poi lei deciderà di scendere dal pero sul quale lei è salito con la cetra in mano, allora forse si renderà conto che E’ LO STATO – E SOLO LO STATO – AD AVERE L’AUTORITA’ DI STABILIRE COSA E’ MONETA. Sono almeno 4000 anni che è così, mi rendo però conto che lei evidentemente non è particolarmente aggiornato sugli eventi degli ultimi 4000 anni… Non c’è problema, basta mettersi al passo con i tempi e si ricordi che non è mai troppo tardi per farlo.

        • Giuseppe
          Rispondi

          Il ruolo del denaro dall’inizio del capitalismo e’ completamente diverso dai periodi precedenti, escludendo il protocapitalismo finanziario commerciale di Italia e Fiandre forse che poteva avere qualche somiglianza, crisi e bolle speculative comprese.
          Parlare di 4000 anni mi sembra eccessivo, il baratto ha sempre rappresentato una parte importante dell’economia persino durante la guerra fredda, quindi non si puo’ generalizzare.
          Gold standard potrebbe’ essere una soluzione “neutrale” di passaggio, visto che non ci sara’ piu’ una potenza di cui fidarsi come gli Stati Uniti (fiducia mal riposta fralaltro visto come hanno usato i petrodollari…)

          • Francesco CH

            all modern States have had the ability to decide what is money and what is not for at least 4000 years. – (citazione tratta da A TREATISE ON MONEY di John Maynard Keynes)

            Si tratta di un processo iniziato almeno 4000 anni fa, come giustamente ci ricorda Keynes. E’ una evoluzione storica progressiva, che va di pari passo con lo sviluppo della civiltà umana. Per questo l’euro, che in pratica è una valuta adatta a una ECONOMIA DI STAMPO FEUDALE e non al sistema economico contemporaneo, sarà spazzato via dal progresso: l’euro è a tutti gli effetti una moneta destinata a un fallimento certo in quanto basata su principii economici reazionari e antistorici.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      La lira sarebbe emessa dallo Stato a debito zero: SPERO CHE LEI SIA LAUREATA ALLA BOCCONI PER SOSTENERE UNA IDIOZIA SESQUIPEDALE DI TAL FATTA! Le faccio solo notare che prima del 2000 esisteva la lira emessa dallo Stato itagliano e il debito era già di 2 milioni di miliardi.

      • Paolo Collector
        Rispondi

        io SPERO che Lei non sia laureato affatto:
        dal modo in cui scrive “itagliano” non meriterebbe la terza elementare.
        Quanto all’articolo mi sono gia’ espresso sopra: Lei non e’ che uno dei tanti che primeggiano in nullita’ passate per verita’ assolute.

        • depaoli.fabrizio@liberi.it
          Rispondi

          Paolo Collector, come ci si sente dopo aver scoperto che: I-tagliano (voce del verbo tagliare) è scritto di proposito al posto di italiano (aggettivo insignificante).
          Insomma, come ci si sente dopo aver scoperto di aver fatto una figura di…
          (Emilio Fede esprimeva benissimo quel concetto…).
          Un saluto .

          • Paolo Collector

            Ah, questa e’ davvero buona!
            Avanti, convenga che non avrebbe alcun senso. Suvvia, lo ammetta: non sa piu’ specchi arrampicarsi. Capisco sia orrendo per Lei essere castigato in pubblico, ma almeno abbia la decenza di chinare il capo e tacere.
            E in generale la pianti di arrogarsi il diritto di giudicare persone piu’ competenti di lei (e in questo caso mi riferisco anche all’articolo).

  • depaoli.fabrizio@liberi.it
    Rispondi

    Paolo Collector, già che ci siamo: non si scrive gistificare ma giustificare. Inoltre, non è corretto scrivere “lasciamoli confinati li dentro” , sul “li” ci vuole l’accento, è corretto: ” lasciamoli confinati lì dentro”.
    Un saluto da un “non laureato”.

  • depaoli.fabrizio@liberi.it
    Rispondi

    Paolo Collector, lei ha appena aggiunto un’altra figura di… alla sua collezione: ha risposto a me, ma io non sono Leonardo Facco, no io sono Fabrizio de Paoli, c’è scritto anche nel nick name.
    Un saluto .

    • Paolo Collector
      Rispondi

      Caro Fabrizio, mi pare che le figure le stiate facendo voi e non io (vi accomuno per comodita’, certo che Le faccia piacere essere accostato all’autore dell’articolo).
      In ogni caso, vede, la cosa non interessa particolarmente ne’ me ne’ gli altri che leggono.
      Invece sono certo che a tutti interessa la sostanza: e sono certo che tutti hanno capito che le affermazioni nel testo sono del tutto gratuite, prive di supporto alcuno. Opinioni per l’appunto. Esattamente quello di cui davvero non abbiamo piu’ bisogno.

      • depaoli.fabrizio@liberi.it
        Rispondi

        Paolo Collector, tutta questa sua premura e gentilezza stride un pochino con il tono della risposta che ha dato a Facco. In questo caso sembra sì, una vera e propria arrampicata sui vetri.
        È una mia opinione ovviamente.
        Come è sua opinione che nell’articolo non ci siano contenuti.
        Per quanto mi riguarda, un ragionamento e un’analisi è già un contenuto: mi permette di elaborare un pensiero.
        Chissà, magari non succede solo a me, ma anche ad altri lettori.
        Un saluto .

      • Paolo Collector
        Rispondi

        Non ho mai detto che nell’articolo non ci sono contenuti, anzi, fin troppi. Cito testualmente “Non è necessario professarsi liberali o aver letto i classici del pensiero austriaco per rendersi facilmente conto delle assurdità proclamate da ambedue le fazioni: è sufficiente essere dotati di un minimo di ragionevolezza.”
        Ecco, questa e’ un’opinione che non si puo’ liquidare cosi’, lasciando intendere tra le righe che chi sostiene queste teorie non e’ degno di essere considerato. Scritto in quel modo e’ solo un’opinione senza alcuna giustificazione, e non vale piu’ di quella di Barnard o del piu’ fanatico europeista.
        E come vede non prendo le parti ne’ dell’uno ne’ dell’altro: sono semplicemente deluso nel vedere quanti “opinionisti” ancora amano scrivere il loro pensiero senza minimamente preoccuparsi si giustificarlo. Pensano forse che tutti debbano concordare con loro perche’ stanno piu’ in alto degli altri?
        Il resto dell’articolo segue quello stesso tono e non fornisce particolari supporti a quanto espresso.
        mi rifiuto invece di rispondere agli insulti di gabyzen, io non ho insultato nessuno e non accetto di discutere in quei termini (per quanto debba concordare sul fatto che di imbecilli ce ne sono assai)

        • depaoli.fabrizio@liberi.it
          Rispondi

          Paolo Collector, i supporti ci sono e mi sembrano chiari: euro=moneta fiat tenuta più o meno sotto controllo, moneta sovrana alla Berlusconi=moneta fiat più “elastica” e moneta sovrana alla Barnard MMT=moneta fiat a ruota libera senza nessun controllo.
          Ci sono elementi sufficienti per capire che nessuna delle tre opzioni sia accettabile da un punto di vista libertario.
          E sicuramente la terza possibilità è la peggiore, sempre da un punto di vista “austriaco”.
          Dal punto di vista di un comunista invece la soluzione più appetibile sarebbe proprio la terza possibilità, quindi la MMT.
          Io lo trovo evidente e non fazioso, è scritto in modo fin troppo obbiettivo, non indica una soluzione tra quelle possibilità.
          Ma probabilmente le sue critiche derivano dal fatto che lei vuole una cosa diversa da una moneta che sia un valore reale. In quel caso per lei va benissimo una moneta fiat, che per come la vedo io non è nemmeno una moneta ma uno strumento per sottrarre ricchezza a chi produce.
          Forse mi sbaglio nell’interpretare il suo pensiero, in quel caso però dovrebbe dirmi lei cosa intende per moneta.
          Un saluto .

  • gabyzen64
    Rispondi

    Signora Patrizia Broghammer si fumi robe tagliata bene la prossima volta… quello che lei afferma è una cagata di proporzioni GALATTICHE!! Ma dove ha studiato lei?? Quando avevamo la lira lo stato italiano aveva nel 94′ già il 104% del rapporto debito/PIL, nel 2001 anno prima dell’entrata dell’Euro nel mercato monetario era al 115%, quindi già ora il suo discorso “La lira sarebbe emessa dallo stato a debito zero” non regge più XD. Quale debito ZERO?? Il debito pubblico è creato dalla spesa pubblica, abnorme di questa baracca fallita… ormai al di là di ogni limite umano possibile con 811,7 miliardi l’anno. Barnard e la MMT che lei tanto osanna e sostiene, propongono lo stampaggio alla cazzo di moneta carta straccia senza alcun controllo secondo il principio “mi serve moneta, ok me la stampo!!”. Con questo deleterio sistema, abbinato alle politiche Keynesiane degli ultimi 80 anni, siamo arrivati fino a dove siamo ora, con tanta moneta in circolazione (ce ne troppa), di conseguenza un’inflazione molto alta per la presenza di troppa moneta, un mercato instabile e falsato, che è stato creato dalla abnorme bolla monetaria falsa degli anni passati, ora la crisi odierna è stata creata da questo… ora tutta quella moneta stampata a credito ce la ritroviamo oggi a debito però. Quindi torno a ripetere quale debito ZERO?? Vada a studiare Francesco Carbone, il Gold Standard, cos’è la moneta e la finisca di sparare castronerie senza senso per piacere. Saluti.
    Signor Paolo Collector, lei dice tanto per non dire un cazzo. Ha saputo in 7 righe, solo denigrare l’articolo e chi l’ha scritto senza esporre nulla al riguardo o cosa le dia fastidio. La prego di argomentare altrimenti tolga il disturbo, che di imbecilli ne abbiamo fin troppi grazie e saluti.

  • gabyzen64
    Rispondi

    Paolo Collector’s Edition… un’altro coglione in edizione limitata… ho capito XD

  • depaoli.fabrizio@liberi.it
    Rispondi

    Francesco ch, il fatto che lei definisca i miei interventi poetici non può che farmi piacere, non mi era mai successo e ne sono lusingato.
    Ho però dei dubbi che lei sappia cos’è una moneta, o meglio cosa dovrebbe essere. Se lei fosse stato un pelo più accorto e ” fantasioso” forse lo avrebbe già capito tramite la mia piccola poesia.
    Forse lo HA capito, o forse lo sapeva già benissimo, ma non lo vuole accettare e magari non vuole nemmeno che la gente cominci a dubitare del fatto che l’attuale moneta non è una moneta ma cartastraccia.
    Ora passiamo alle sue certezze: “è lo stato e solo lo stato ad avere l’autorità di stabilire cos’è la moneta”.
    Io dall’alto del mio pero questo lo contesto e lo rifiuto: è il mercato che deve scegliere le monete, non lo stato, altrimenti anche arrampicandomi su di un pero più alto, resto sempre schiavo di quello stato.
    Nel caso poi lei ritenga che lo stato debba anche controllare la moneta, beh.. allora devo deluderla: il dollaro per esempio è controllato dalle banche che detengono la Fed, ma quelle banche non sono nazionali sono private. Come la mettiamo?
    Se a lei piace pensare che sia giusto così, bene! Non le voglio imporre una moneta diversa dalla sua preferita, ma allo stesso modo non voglio nemmeno che uno stato mi imponga la sua moneta.
    Una forma di parmigiano, un lingotto d’oro, un tartufo bianco, a seconda dei casi come moneta mi vanno benissimo, persino il bacio di una bella donna…
    Un saluto .

    • Francesco CH
      Rispondi

      Guardi, è meglio se prosegue con la poesia.

      Il Congresso USA – e, più in generale, il Governo USA – stabilisce nei minimi termini cosa è moneta USA, lo fa in vari modi tra cui il principale è disporre che le tasse vadano pagate esclusivamente in ciò che gli USA considerano in qualità di moneta, nulla c’entra il fatto che la gestione di tale moneta sia stata affidata a enti non di proprietà federale. Non mi sembra sia una cosa particolarmente difficile da comprendere, ma vedo che sia lei sia i signoraggisti non riuscite a capirlo.

      • depaoli.fabrizio@liberi.it
        Rispondi

        Francesco ch, finalmente siamo arrivati al punto che le sta più a cuore: la sicurezza che vengano pagate le tasse allo stato con i soldi dello stato.
        Io farei i salti di gioia per pagare quelle tasse in moneta fiat se potessi usare una moneta parallela reale per i miei affari. Anzi sono sicuro, convinto, certo che lo stato rifiuterebbe persino i suoi stessi soldi, e per le sue tasse preferirebbe la moneta parallela.
        Se così dovesse essere, allora mi verrebbe il legittimo sospetto che lo stato mi sta inchiappettando e allora, ahimè… finirebbe la poesia.
        Tornando al discorso Usa, banche e stato sono soci, proprio come il gatto e la volpe. Ma mi dica, non è che per caso lavora anche lei per Goldman Sachs?
        Un saluto .

  • pippo pg
    Rispondi

    La maggior parte dei paesi che sono nell’euro navigano in cattive acque.
    L’Italia e i p.i.g.s. in generale peggio di altri.
    L’Euro è una delle più grandi truffe mai imbastite nella storia.
    Gli stati uniti d’europa sono una realtà irrealizzabile perchè non vi è nessuna necessità e volontà dei popoli di realizzarli.
    ogni tentativo in tal senso non sarebbe altro che un inganno ancora più grande
    In questo ultimo anno abbiamo visto diminuire la già poca democrazia che c’era in questo paese.
    Ammettendo in via teorica che l’euro sia la più vicina approssimazione del gold standard e che pertanto sia idoneo a preservare i l valore della moneta mi sento di affermare che nella vita esistono cose che che valgono più del denaro, una di queste si chiama dignità e noi l’abbiamo persa.
    Ci hanno imposto un governo tecnico dietro richiesta di burocrati , banchieri , lobby e massoni vari.Ci hanno trattato come una colonia e hanno iniziato il plagio delle nostre menti tramite i media . Scrivendo questo non voglio certo scusare in nessun modo la nostra classe politica che nulla sua totalità fa schifo.
    E’ un precedete grave ,lo hanno fato una volta e se ciò non dovesse avere conseguenze lo faranno tutte le volte che vorranno.
    Stiamo vivendo in prima persona quello che vissero gli abitanti del regno delle 2 sicilie 150 anni fa solo che ora i “terroni” sono gli Italiani in blocco, Lombardi e Veneti compresi.
    Se lsi esce dall’euro sia aprono dei possibili scenari più o meno positivi, se rimane nell’euro non vedo perchè la situazione attuale dovrebbe volgere al meglio.
    In fin dei conti la diversità tra il nord e sud Italia dall’unificazione sono aumentate anzichè diminuire
    Quindi, con pace e con serenità fuori dall’euro.

  • giorgio
    Rispondi

    Francesco CH disturba le discussioni ovunque si discutano le teorie della MMT… lui legge gli scritti di chi giustifica il fatto che il mondo vada così da 4000 anni a questa parte (?) e poi ripete la filastrocca in ogni blog che gli capita sotto gli occhi. Lui vuole che il mondo vada avanti per altri 4000 anni (?) così come è sempre stato, noi invece vogliamo che il mondo cambi. Lui è lui e noi non saremmo un ca..o!!! Poi ci meravigliamo che la mentalità non cambia in questo paese. Con queste teste dove si vuole andare??? La strada è luuuuuungaaaa cari miei ;-)

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