In Economia, Esteri

DI GIUSEPPE SANDRO MELA*

«La Goodyear, dopo cinque anni di trattative fallimentari con le parti sociali sul nuovo piano licenziamenti, non ha potuto fare altro che annunciare la sospensione dell’attività.»

Il Governo Francese offre Goodyear alla Titan.

Risposta.

«Pranzano per un’ora, chiacchierano per tre ore, e lavorano nelle restanti tre, ne ho parlato ai sindacati e mi hanno risposto che in Francia funziona così. Tenetevi pure i vostri cosiddetti lavoratori, investiremo in India o in Cina che hanno un salario orario di meno di un euro, e spediremo alla Francia tutte le gomme di cui ha bisogno»

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«Ci prendete per stupidi? Titan ha i soldi e il talento per produrre pneumatici. Che cos’ha quel folle sindacato? Giusto il governo francese».

Un certo tipo di sindacati é un lusso che l’Europa non può più permettersi.

Ma questi sindacalisti proteggono il lavoro residuo, oppure sono a libro paga dell’Oriente?

Meglio chiudere che lavorare? E poi, di che vivi? Non potranno nemmo importare gomme da masticare!

Ammortizzatori sociali? E quando non ci sarà più la produzione che li paga?

Pensateci bene: quando il nostro tessuto produttivo sarà stato distrutto, dovremo accontentarci di salari ancora inferiori di quelli cinesi ed indiani per non crepar proprio di fame.

Sempre che si trovi ancora qualcuno così folle da investire ed imprendere.

 

  Corriere della Sera. 2013-02-20. «I francesi lavorano tre ore al giorno». Manager Usa scatena un caso diplomatico.

Oltre alle problematiche ormai note, la crisi economica rischia di generare anche un incidente diplomatico tra Francia e Usa. In una lettera inviata al governo francese il mese scorso, un top manager americano, Maurice Taylor, ha rifiutato di rilevare una fabbrica francese della Goodyear accusando gli operai di lavorare troppo poco: «Sarebbe stupido investire in una fabbrica in cui gli operai lavorano tre ore al giorno». Così, questo ennesimo tentativo fallito di risollevare le sorti della fabbrica potrebbe anche fare esplodere un caso politico.

  LA VICENDA -«Tutto è cominciato con un annuncio della celebre azienda produttrice di pneumatici Goodyear che il mese scorso, complice la crisi del comparto manifatturiero francese, aveva dichiarato la chiusura del suo stabilimento di Amiens, in Francia. La Goodyear, dopo cinque anni di trattative fallimentari con le parti sociali sul nuovo piano licenziamenti, non ha potuto fare altro che annunciare la sospensione dell’attività. A quel punto il governo francese si è rivolto a Titan, un produttore di pneumatici statunitense noto per aver rilevato e poi risollevato numerose aziende. In questo caso però il governo di Parigi, nella persona del ministro per il riassetto produttivo Arnaud Montebourg, si è visto inviare una risposta decisamente negativa da parte dell’ad di Titan, Maurice Taylor.

  LA LETTERA INFUOCATA – Nella missiva, inviata l’8 febbraio scorso, il manager americano esprime il suo disappunto per la mancata collaborazione dei sindacati, e il conseguente rifiuto di rilevare la fabbrica: «Pranzano per un’ora, chiacchierano per tre ore, e lavorano nelle restanti tre, ne ho parlato ai sindacati e mi hanno risposto che in Francia funziona così. Tenetevi pure i vostri cosiddetti lavoratori, investiremo in India o in Cina che hanno un salario orario di meno di un euro, e spediremo alla Francia tutte le gomme di cui ha bisogno». Taylor non risparmia le critiche dirette al governo di Parigi tanto che, riferendosi al ministro Montebourg, dichiara: «Ci prendete per stupidi? Titan ha i soldi e il talento per produrre pneumatici. Che cos’ha quel folle sindacato? Giusto il governo francese».

  LE REAZIONI – Come prevedibile, l’umore dei sindacati è nero: secondo Mickael Wamen, portavoce del Cgt (il sindacato presente presso l’impianto) la lettera è “insultante” e «più degna di un ospedale psichiatrico che del capo di una multinazionale». Per quanto riguarda il governo, il Ministro interessato non ha voluto commentare, promettendo però una risposta scritta. Mentre la portavoce Najat Vallaud-Belkacem ha ricordato a Taylor che «la Francia resta il maggior recettore europeo di investimenti Usa e probabilmente ci sono delle buone ragioni per questo», ponendo le basi per un dibattito Francia-Usa che si preannuncia molto acceso.

Per la cortesia del Sig. Andrea Benetton che la ha segnalata, riportiamo la copia della lettera.

 

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*Link all’originale: http://www.rischiocalcolato.it/2013/02/scandalo-diplomatico-ci-pigliate-per-stupidi-i-francesi-lavorano-tre-ore-al-giorno.html

 

 

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Comments
  • Giorgio Fidenato
    Rispondi

    E’ giusto che questo continente europeo, malato di welfearismo e statalismo sprofondi nella melma della miseria e della povertà!!!!!

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