In Anti & Politica, Economia, Libertarismo

ARGENTINA2DI ANTONELLA S. MARTY*

È essenziale conoscere l’importanza dello Stato di diritto, ma il problema è quando lo Stato è grande, continua a crescere e minimizza l’individuo. La corruzione è una preoccupazione crescente, ed è un problema perché rende impossibile il controllo delle finanze pubbliche  e anche della burocrazia crescente. Oggi la politica italiana ha perso gran parte della sua credibilità, interna e internazionale, per questo motivo è importante promuovere lo Stato di diritto, la libera iniziativa e la responsabilità individuale, e ridurre il peso e la dimensione dello Stato.

La libertà economica è la base di un sistema liberale. Questo si basa sull’iniziativa privata e sui diritti di proprietà, che sono i motori della crescita di un Paese. In Italia purtroppo nessuno quasi è consapevole che sono le imprese e le aziende le uniche fonti da cui provengono i fondi dello “Stato sociale”. Nessuno è consapevole che Sanità, le pensioni, la scuole e il welfare tutto provengono dall’unica fonte di ricchezza: le imprese, uniche a generare la ricchezza che lo Stato distribuisce come se fosse manna piovuta dal cielo.

Il dirigismo economico è un male che deve essere eliminato urgentemente e che deriva da una cultura rimasta ancorata a una separazione feudale tra governanti e governati. La libertà di mercato dev’essere garantita perciò da una riduzione della presenza di Stato e partiti nel mondo dell’economia, e insieme dalla eliminazione della Invincible Armada delle corporazioni e degli imprenditori che sono diventati monopolisti grazie a contatti con i politici, e non per meriti propri.

Nell’Indice della libertà economica elaborato per l’Heritage Foundation e pubblicato dal Wall Street Journal, questo anno l’Italia è 83esima su 179 paesi, ma nel 2012 aveva raggiunto la 92esima posizione. Questo Indice è costruito attraverso dieci parametri che misurano la ibertà.

È essenziale sottolineare l’importanza dei “Serbatoi di Pensiero” e qual è il loro ruolo nella diffusione delle idee liberali in Italia. Come ha detto Friedrich Hayek -economista austriaco- molti anni fa: “Abbiamo bisogno di leader intellettuali che siano preparati a resistere alle lusinghe e all’influenza del potere e che siano disposti a lavorare per un ideale, per quanto piccola possa essere la prospettiva di una sua inmediata realizzazione. Essi devono essere uomini che vogliano difendere i principi e combattere per la loro completa realizzazione. I compromessi dobbiamo lasciarli ai politici.”

Sono queste le parole scritte nel 1980 da Hayek in una delle sue lettere ad Anthony Fisher che intendeva esportare il modello dello IEA (Institute of Economic Affairs) inglese verso altri paesi: “…Avevo ragione quando sostenevo trent’anni fa che possiamo sconfiggere l’ascesa del socialismo solo se saremo in grado di convincere i politici e gli intellettuali”.

Il dirigismo economico deve essere sradicato, insieme all’intervento dello Stato nella vita privata degli individui. L’eccesso di leggi, normative, burocrazia e controlli soffocanti è una delle cause che hanno portato alla drammatica crisi economica che stiamo vivendo. Lo Stato sociale e l’assistenzialismo sono una causa della crisi, non il capitalismo, non la libera impresa che produce la ricchezza che in Italia viene ancora considerata un peccato e che viene combattuta, mentre è l’unico sistema per combattere la povertà.

L’Italia e altre nazioni devono capire che le privatizzazioni sono una delle chiavi per il rilancio dell’economia. Il welfare in questa fase blocca i diritti degli individui e delle aziende, che hanno urgente bisogno di creare ricchezza. Gli individui –e non la classe burocratica- creano la ricchezza delle nazioni: i think tank hanno un ruolo fondamentale per rimediare alle catastrofi che hanno colpito nazioni troppo vissute sulla ricchezza accumulata nel passato, e che sono incapaci di adeguare le proprie strutture ai mutamenti imposti dalla modernità che si è imposta sui mercati globali. Senza vincere la battaglia per un’economia libera, sburacratizzata e in mano ai cittadini, si rischia di perdere anche la battaglia per la libertà.

*FUNDACION LIBERTAD – ARGENTINA

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Mostrati 3 commenti
  • Giorgio Fidenato
    Rispondi

    Cara Antonella, benvenuta fra noi. Ci siamo scelti un compito difficile. La nostra battaglia, in un mondo statalizzato come l’attuale, sembra impossibile. Dobbiamo avere una grande forza di volontà, una grande speranza, e io dico fede, nella libertà perché la forza dello stato e le lusinghe del potere sono immense. Però dobbiamo essere fermi nei nostri principi come lo fu Ludwing Von Mises che fu un grandissimo e che fece suo il motto di Virgilio:” Tu ne cede malis, sed contra audentior ito”. Dobbiamo avere una grande forza di volontà ma lo dobbiamo fare, ne va della nostra credibilità come persone, che è una delle cose più importanti della vita di una persona. Alla prossima

  • Rispondi

    Ottimo articolo che esprime chiaramente i motivi dell’attuale declino economico dell’Italia e del Mondo.
    Purtroppo troppo pochi sono con noi, quanto spesso sentiamo da persone che si identificano come libertari che per risolvere un problema in discussione che “ci vuole una legge”?

    Dobbiamo insegnare che per risolvere i problemi quasi sempre basta abrogare una o più leggi!!

  • rik
    Rispondi

    sacrosanto e pienamente condivisibile;e’ di fondamentale importanza,anzi di sopravvivenza,ricostruire e divulgare il pensiero liberale .il libero pensiero,quanto mai in modo dialettico in antitesi col pensiero unico della sinistra che ha invaso ed invade con virulenza mente e comportamento di tanta gente che ha emarginato nel dimenticatoio,i piu’ elementari principi della liberta’ e del diritto.
    A dimostrazione di cio’,a mio modesto avviso,basta vedere quale percentuale di consenso abbia ottenuto il partito radicale,che bene o male e’ rimasto l’unico a porre questi problemi e a difenderli con veemenza.

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