In Anti & Politica

PIAGHEDI ANTONINO TRUNFIO

Non userò il frasario dei tg, né quello dei video imbonitori alla Vespa-Floris e neppure quello pseudo rivoluzionario della triplice Santoro-Formigli-Travaglio : il sindacato del finto antagonismo, come l’ho sempre considerato. Acqua fresca, camomilla, valeriana e lexotan per milioni di telespettatori, affamati di cose che apparentemente sbugiardano e mettono alla berlina il potere e i potenti, mentre estinguono di fatto la miccia del malessere sociale e della rivolta, disinnescando la dinamite umana e disarmando il detonatore della bomba ad orologeria il cui timer sarebbe già andato in frantumi.

Niente paura, la Gabanelli è compresa nell’elenco di cui sopra. La smilza signora, facendo raccolta di querele come figurine Panini, tenta di passare per paladina dei deboli e degli onesti mentre rimane solo una dispensatrice di professione del comunismo più famoso al mondo : quello all’italiana -cuore a sinistra portafoglio a destra. Rigorosamente.

Non userò neppure il sussiego di Rodotà, il mancato presidente dello stivale italiota, anni 80 all’anagrafe, e autore di un’ineffabile libro: “il diritto di avere diritti”. La tenera età del bischero, e il titolo della sua ultima fatica letteraria, la dicono lunga sulle inaudite vette rivoluzionarie e di cambiamento raggiunte dai grillini, che con il loro voto l’avrebbero voluto presidente.

Ovviamente non ha spiegato, il Rodotà, chi paga i diritti di tutti. Tanto anche le pietre sanno che se nessuno lavora, risparmia, fatica per compiere doveri, non si trovano i soldi per i diritti. Anche le pietre lo sanno, tranne qualche decina di milioni di parassiti connazionali alla Bersani, alla Bendola, alla Berlusca e alla Monti, alla Casini, alla Larussa, alla Meloni, alla Gennarino migliore (solo di cognome !!!). E scusate se ho dimenticato qualcuno degli affiliati dell’onorata società del mandamento di roma o di altri mandamenti dal Brennero a Lampedusa, perchè è noto a tutti che le metastasi, invadono ogni angolo dell’organismo, anche quello sociale, se non le fermi in tempo. E noi si, che se n’è perso di tempo !!

E mentre dalla fine della seconda guerra mondiale, i campi di sterminio nazisti sono un luogo della memoria, il comunismo e tutte le sue propaggini socialdemocratiche e della redistribuzione organizzata, in ogni angolo del globo terracqueo, continuano a produrre danni irreversibili e ininterrotti da oltre un secolo.

Non userò il vocabolario liturgico dei moniti quotidiani del dinosauro del mesozoico che si aggira tra noi nell’era post-moderna provenendo pure dal primissimo paleozoico del comunismo. Quel dinosauro che, neppure l’ultima glaciazione delle elezioni politiche 2013, ha potuto seppellire per sempre. Nuovo che avanza o sfiga tutta italiana ? a voi l’ardua sentenza.

Tutto in barba al valore delle elezioni e della sovranità popolare, che avrebbe pure manifestato, per chi ancora crede nelle favole, che quel 75 % che si è recato alle urne, ha detto chiaramente : non vogliamo nessun governo. Se è vero che nessuno ha vinto e nessuno ha perso alle ultime elezioni. Tranquilli : faranno in modo, dopo lo spettacolo vergognoso degli ultimi due mesi, con i marini, i prodi, i bersacchio, i rodotà, di mettere insieme il 25% (del PD meno ELLE) + il 25% (del PD + ELLE), del 75% che ha votato, quindi solo il 37,5 % degli aventi diritto, e molto meno di tutti gli italiani, bebè compresi. Così con il consenso di solo 18 milioni di cittadini e i soldi di tutti i 60 milioni della popolazione totale, i miserabili e inverecondi tiranni delle minoranze, mascherati come a carnevale da democratici di professione, si preparano a perpetrare l’ennesimo crimine contro la libertà, prima ancora che individuale, contro quella di 42 milioni di italiani che hanno espressamente urlato, chi col voto e chi senza, che sono schifati e stufi. Pur sempre secondo la legge del loro pentateuco laico-statalista.

Continueranno così imperterriti a occuparsi della vita tua, mia e di tutti, senza conoscerla, senza averla mai sfiorata, e soprattutto svuotandoci prima il portafoglio e trattandoci come fossimo inabili o neurolesi. A parte quel minuto che ti concedono ogni tre o quattro anni, a loro discrezione, per farsi consegnare il solito assegno in bianco, illudendoti che una schedina colorata da infilare in una cassetta di compensato, abbia a che fare qualcosa con la libertà.

Non userò la retorica del dinosauro e della sua corte, retorica quotidiana e vomitevole che come mantra, i tg ad ogni edizione ci propinano in forma di catechismo, come fossimo tutti iscritti all’oratorio del quirinale. I tg e i loro pennivendoli che eroicamente a ogni ora del giorno e della notte, propalano il verbo della preistoria, sono la gran cassa di risonanza del dinosauro e dei suoi parassiti, dimentichi e non curanti che prima o poi dovranno essere solo la cassa. La cassa da morto del sistema che li alleva, li foraggia e li tiene buoni con sussidi pubblici e popolarità televisiva. E la musica che risuonerà sarà la marcia funebre.

Al pontefice laico statalista e alle sue invereconde prediche quotidiane, preferisco assai più le parole del vangelo e le prediche domenicali di papa Francesco, che indica come esempio Gesù figlio del Dio vivente, e il Vangelo, non già la patria, la costituzione e la resistenza. Non riconosco affatto costoro, nè le loro vanesie produzioni letterarie. So per certo che la patria è l’ultimo rifugio della canaglie e dei farabutti, come scriveva Samuel Johnson, e che la costituzione è il grimaldello in mano a politici e partiti di ogni epoca, che come ladri e rapinatori la usano per mortificare e violentare le libertà individuali, prime fra tutte la proprietà privata e i diritta naturali dell’individuo.

Non userò affatto le chiacchiere prodotte in quantità industriale h24, dai politici di ogni livello, partito, dalla capitale, ai capoluoghi, città e villaggi d’italia, che ad ogni angolo di strada, tavolino di bar, cortile di scuola e università, reparto di fabbrica, sala d’aspetto e autogrill, ammorbano l’atmosfera intorno a loro di aria fritta, puzzolente e nauseabonda e olezzi da cloaca massima, dove meriterebbero solamente di essere scaricati.

Non userò neppure i modi garbati e politically correct che infettano immediatamente chiunque, anche tra i più ribelli, un secondo dopo che, con il voto di qualche deficiente o incosciente che ancora gli affida la vita e il portafoglio, appura di essere diventato consigliere di circoscrizione, o governatore oppure onorevole, da ribelle e portatore del nuovo si trasforma come per magia, in un chiacchierone del bene comune, della libertà, dei valori democratici, della difesa delle istituzioni, della repubblica e dell’unità. Fascia tricolore al petto o scorta armata d’ordinanza.

Non userò neppure una di quelle pseudo -taumaturgiche parole che infarciscono le giaculo-rivendicazioni di sindacalisti cgilcisluil e di ogni altra sigla sindacale. Il loro frasario raccoglie il peggio del parassitismo. Il peggio dell’idea che si può vivere rivendicando diritti per chiunque, fannulloni e fancazzisti compresi. Sempre sulle spalle di qualcun altro. Of course. Disprezzo il loro frasario e le parole che infarciscono i loro comizi e i loro immorali vaniloqui pubblici, in occasione del primo maggio, del 25 aprile, del 2 giugno: solidarietà, equità, giustizia sociale, diritto al lavoro, diritto allo sciopero, diritto a un reddito garantito, diritto alla pensione, diritto all’orario ridotto, diritto alla cassa integrazione, e poi gli immancabili paroloni sui valori della resistenza, della costituzione, delle lotte sociali dell’ultimo secolo, dei deboli e dei diseredati che essi stessi e le loro criminali azioni hanno contribuito e contribuiscono a produrre senza interruzione.

E manca solo che si prendano pure il 14 febbraio e il 6 gennaio, per sindacalizzare l’amore e gli innamorati e far passare l’idea che l’epifania e la befana sono una festa per tutti e non solo per i bambini. Insomma regali e balocchi per tutti.

Ho ribrezzo e schifo delle ricette magiche pronunciate non appena, un microfono o una telecamera entrano nel raggio di un miglio di uno di confindustria, confapi, api, confcommercio, confdiqui e confdilà. Fissano subito impavidi lo sguardo dritto nell’obiettivo, e con fare studiato e leccando il microfono cominciano a sproloquiare dei mali e dei problemi dell’industria, del commercio, del crollo dei consumi e della sfiducia dei consumatori. Nel frasario di questa gente, provate a pensarci, è di casa una sorta di trinità linguistica : Innovazione, Ricerca e Sviluppo, Formazione. Rilasciano le loro inutili dichiarazioni e intercalano come capita, la loro immancabile trinità linguistica. E così come la trinità spirituale del Dio Padre, del Figlio unigenito e dello Spirito Santo, la loro trinità linguistica fa miracoli : dichiarato il nulla prima, dichiarato il nulla dopo, ma con in mezzo un bel “Innovazione, Ricerca e Sviluppo, Formazione” l’intervista o la partecipazione al talk show diventano una pietra miliare, una svolta economica e sociale senza uguali.

Ho provato a cronometrare per anni, le interviste e le dichiarazioni, rilasciate dai vari presidenti di confvarie, soprattutto industria. Posso assicurare che il risultato dell’analisi statistica è il seguente: fino a un minuto di dichiarazione? Una sola e bella trinità linguistica. Superiore al minuto? Trinità linguistiche a volontà, facendo attenzione ma soprattutto a non ritardarne l’apparizione oltre i 45 secondi. Altrimenti l’audience va a farsi fottere. Con uno degli ultimi presidenti di Confindustria ho persino provato a indovinare dopo quanti secondi avrebbe pronunciato il famoso triduo durante un’intervista. L’ho monitorato per mesi e mesi, e alla fine ho scommesso con me stesso: 45 secondi.

Ho perso la battaglia! Dopo soli 27 secondi il presidente dell’epoca (ricordo pure chi era, ma non fa differenza un Montezemolo, un Abete, una Marcegaglia o uno Squinzi), su un intervista durata solo 90 secondi rilasciata al tg1, spara li in diretta : serve “innovazione, ricerca e sviluppo, formazione del personale”. Volevo suicidarmi. E non provate a chiedermi quale sia stata la domanda del giornalista ? loro non fanno mai domande, pronunciano solo frasi che alla fine hanno il punto interrogativo. E insistete pure chiedendomi la risposta del presidente di confindustria dell’epoca? Ascoltatevi la prossima di Squinzi. E il quiz è risolto. L’unica cosa che comunque anch’io ricordo è importantissima “INNOVAZIONE, RICERCA & SVILUPPO, FORMAZIONE DEL PERSONALE” . E chi mai la dimenticherà quell’intervista!!!

Concludo, così come ho cominciato. E se non siete arrivati fin qui a leggere, vuol dire che il sistema vi va ancora bene. Non dico che vi calza a pennello, ma che così come vi hanno insegnato, le briciole sono sempre meglio che niente. Se invece avete perseverato con la lettura sino a questo punto, vuol dire che ne avete piene le tasche come me. E come me, pregate il buon Dio che ci liberi dal Faraone, dai suoi stregoni e dalla corte dei miracoli che tiranneggia apparentemente incontrastata e invincibile. Io so che non è per nulla incontrastata, mi lasciano ben sperare quel 25 % di italiani che non votano, quel 50 % di friulani e di siciliani che hanno detto no alle scorse elezioni regionali. 

Io so che non è per nulla invincibile la corte del faraone e il suo imperatore. Spero e conto, che come per l’antico popolo di Israele, un condottiero, un uomo giusto, mite e ispirato da Dio, possa far perire presto nel mare il faraone italiano e il suo esercito di soldati, maghi, fattucchieri e illusionisti di stato e di partito. E come avvenuto al faraone 30 secoli fa, contro la sua pervicace ostinazione contro la richiesta di libertà del popolo, possano giungere a lui e alla sua affollata corte, le dieci piaghe d’Egitto, tali e quali, non chiedo di più. Dalle cavallette alla strage dei primogeniti. Nessuna esclusa.

Le dieci piaghe d’Egitto per il dinosauro del mesozoico, la sua corte dei miracoli, tutti gli onorevoli, sindacalisti e i parassiti che hanno ridotto l’italia in brandelli, distruggendo i sogni e le speranze di tre generazioni di italiani. Che l’ira divina possa annientarli e consegnarli alla dannazione eterna. E che queste mie parole possano essere proiettili contro la loro immorale prepotenza, la loro insulsa saccenza. E che questi miei pensieri siano veleno mortale per l’aria che respirano, l’acqua che bevono e il cibo che mangiano. AMEN.

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Mostrati 2 commenti
  • Rispondi

    Benchè la maggioranza degli Italiani non vuole questo Stato purtroppo il 90% della popolazione vuole comunque uno stato intrusivo. Quante volte sentiamo amici e conoscenti asserire che lo stato si deve occupare di qualunque problema del momento.

    Non ci resta che andarcene. Ma dove? Purtroppo l’Atlantide di John Gant non esiste.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    @WILLIAM : affamiamo i parassiti producendo di meno, e sottraendo alle loro proboscidi il sangue di cui si nutrono. E copriamoli di sterco come meritano, senza alzare un dito, senza fare clic su un grilletto o un detonatore, non è efficace.
    Efficace è coprirli di sterco e smascherare le loro panzane, deridere il loro goffo tentativo di incantare tutti come scimmiette. E pregare il Signore dell’antico e del nuovo testamente perchè abbia pietà di noi e ricopra loro di ogni maledizione. Uno a uno senza distinzione dal dinosauro del colle all’ultimo boiardo di commissione e autorithy

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