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SIGARETTADI MARIETTO CERNEAZ

Si’ alla tassa sulle sigarette elettroniche, purche’ non sia legata solo a questioni di bilancio ma testimoni l’intenzione dello Stato di regolamentare il settore. A dirlo e’ Filippo Riccio, amministratore delegato di Smooke, azienda torinese leader del settore con oltre 200 punti vendita in Italia.

”L’introduzione di una tassa non puo’ che rendermi felice – commenta Riccio – se pero’ serve anche a regolamentare un settore fino ad ora privo di qualsiasi normativa. Lo Stato ha il diritto di prendere, ma anche di fissare regole certe”.

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Dunque: il ragionamento del signor Riccio, che è leader del settore, sarebbe questo: SI ALLA TASSA, PURCHE’ QUESTA REGOLI IL SETTORE, PERMETTENDO ALLA SUA AZIENDA DI EVITARE L’EMERGERE DI NUOVI CONCORRENTI. O mi sbaglio?

*Aggiornamento: in data 14 maggio la Commissione ha, per ora, deciso di non applicare alcuna tassa sulle sigarette elettroniche.

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Showing 7 comments
  • Marco Tizzi
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    Eccerto: far fuori i concorrenti da soli è molto più difficile.

    Ma il signore comunque si illude: la tassa serve per far chiudere tutti, lui compreso. Che si è permesso di produrre qualcosa in concorrenza con un monopolio di Stato.
    Purtroppo lo statalismo impera anche tra gli imprenditori, illusi dalle cazzate che sentono in Tv e a sQuola.

  • William
    Rispondi

    Chiaramente i 70 anni di lavaggio del cervello degli italiani ha avuto l’effetto voluto!

  • pippo pg
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    gli avranno promesso un posto in parlamento o roba del genere

  • Luigi Valente
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    Non serve alcuna promessa di posti in parlamento. Quando parla di “regolamentare” intende dire creare punti vendita autorizzati dallo Stato, come i tabacchini, e ovviamente questi punti vendita saranno quelli già esistenti e specializzati nel settore.
    Si elimina la concorrenza e si può dominare il mercato…

  • fabio
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    sono purtroppo tanti gli imprenditori che pagando le tasse pretendono qualcosa in cambio, protezione dei loro interessi ed introiti prima di tutto. E come, se non bloccando i concorrenti?

    E’ comprensibile ed umano, non potendo opporsi in alcun modo cercano almeno di venire a patti col potere: “ok, va bene, pago ma almeno proteggimi” è il povero discorso che fanno. Facendo finta di non sapere che i politici fanno la stessa futura promessa, vana e falsa, di protezione a tutti in cambio di immediati soldi ed appoggi e voti…. ma cos’altro potrebbero fare?

    Sta a noi sapercapire

    • Marco Tizzi
      Rispondi

      Caspita, leggendola fa venire davvero i brividi: sostituendo “stato” con “mafia” e “tasse” con “pizzo” il risultato non cambia.
      A questo siamo arrivati: accettiamo la criminalità organizzata statale come se non ci fosse ormai più un’alternativa.

  • pippo pg
    Rispondi

    mi auguro di cuore che la philip morris apra un negozio di e cig di fronte ad ognuno dei negozi di questo signore

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