In Anti & Politica, Economia

doganaDI LEONARDO FACCO

C’è una massima che recita così: “Chi ignora il passato è condannato a ripeterlo”. Ovviamente con conseguenze anche peggiori.

Gli inutili idioti del protezionismo non sono tra quelli che studiano la storia, che – puntualmente – eccola ripetersi: “L’annuncio della Cina di voler imporre dei dazi sul vino europeo rischia di bloccare un trend che negli ultimi tre anni ha visto quadruplicare le vendite di bottiglie made in Italy sul mercato del paese asiatico. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti dopo la decisione del Governo di Pechino di avviare una indagine anti dumping nei confronti del vino importato dall’Unione europea, in reazione alla scelta comunitaria di mettere dazi ai pannelli solari cinesi. Dal 2008 ad oggi, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, le esportazioni nazionali in valore nel paese asiatico sono passate da 19 milioni di euro a 77 milioni di euro, e anche i primi due mesi dell’anno hanno confermato il trend, con un aumento record del 42 per cento. Nella tigre asiatica – precisa la Coldiretti – si è registrato il piu’ elevato tasso di aumento del pianeta nei consumi che hanno raggiunto i 18 milioni di ettolitri, con il gigante asiatico che si classifica al quinto posto tra i maggiori paesi bevitori. Il boom del vino è il frutto dell’aumento delle importazioni dell’8 per cento per un valore di 3,4 milioni di ettolitri nel 2012, ma soprattutto della produzione interna che la Cina ora intende tutelare con l’avvio di una indagine antidumping nei confronti del vino di provenienza europea che rappresenta il 58,7% del totale delle importazioni nei primi due mesi del 2013”.

Coldiretti, che rappresenta a pieno titolo gli inutili idioti di cui sopra (insieme ad una miriade di altri soggeti politici e para-politici), si lagna per il fatto che il governo cinese ha intenzione di adottare una misura uguale e contraria a quella che l’Italia adotta nei confronti della Cina.  Un pianto da coccodrilli, per due motivi:

1- La Coldiretti, insieme ad alte associazioni omologhe, chiede continuamente protezioni per i prodotti agricoli italiani. Ergo, non si possono accettare lezioni da chi non ha alcuna ragione, tantomeno moralità, per darle.

2- La Coldiretti pensava forse che la Cina rimanesse indifferente di fronte agli ostacoli (leggasi dazi) posti dall’Italia sui loro pannelli solari?

La letteratura coerentemente liberale contro il protezionismo è vastissima. Puntualmente, essa dimostra che il protezionismo non paga e i consumatori ci rimettono di tasca loro, sempre!. Per dirla con Bastiat, bisognerebbe rinfrescare la memoria a quelli della Coldiretti spiegando loro che “laddove non passano le merci passano i cannoni”. Ma più passa il tempo e più mi accorgo che è inutile sprecare fiato con delle zucche vuote.

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Showing 16 comments
  • eridanio
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    Per salvare i malcapitati incorsi in malinvestimenti fotovoltaici, indotti dallo stato attraverso il furto perpetrato a danno della produzione e consumo di energia elettrica, arrivano le autobotti a spegnere l’incendio appiccato con l’altra mano poco prima. Per fortuna che per salvare i fotovoltstupidi ai villani agriPACcati tocca fare silenzio, altrimenti niente sussidi. Quando hai venduto l’anima non puoi lamentarti che all’inferno ti si brucino le chiappe.

    Avete mai visto un politico risolvere un problema senza porlo a carico di qualcun’altro?

    Continuate chiedere allo stato di risolvere i vs problemi.

    Lo stato non sa creare lavoro sostenibile. Fanno fatica gli imprenditori che rischiano del loro; figuriamoci un branco di burocrati che soffiano nelle orecchie di un branco di politici.

    Lo stato può solo creare distorsioni e degli effetti di queste manovre, con gli effetti che nel tempo si sommano, non avremo mai nessuno in carne ed ossa da ringraziare.

    Forza, chiedete PIU’ CRESCITA!…. DI PIU!

    • firmato winston diaz
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      @eridanio
      i pannelli fotovoltaici, dove non sono incentivati, sono venduti ad un prezzo che si avvicina alla grid parity, cioe’ si pagano ormai quasi da soli senza bisogno di alcun incentivo (trovi i dati su rischiocalcolato).
      Da noi, dove sono prima incentivati e poi daziati, non si riesce neppure a capire quanto costano. E’ il mercato meno trasparente, i produttori fanno i prezzi di nascosto e addirittura a volte si vogliono far pagare per il solo preventivo, allo scopo di ridurre al minimo la concorrenza, per massimizzare il guadagno oltre ai mirabolanti incentivi di cui godono. Cornuti e mazziati.
      http://www.rischiocalcolato.it/2013/05/i-prezzi-dei-moduli-fotovoltaici-in-nord-america-maggio-2013.html

  • Stefano Nobile
    Rispondi

    “Avete mai visto un politico risolvere un problema senza porlo a carico di qualcun’altro?”
    Giusto. Però ancora più giusto sarebbe
    “Avete mai visto un politico risolvere un problema?”
    Quanto al fatto che il conto è sempre a carico di qualcun altro, non c’è dubbio.
    Lo è sempre a prescindere.
    A proposito di politici e di politica: cosa c’è da mangiare?
    Ciao a tutti.

  • Marco Tizzi
    Rispondi

    MI pare che per i vini e le uve sudafricane ci siano non solo i dazi, ma addirittura i quantitativi massimi imposti. Chi è colpa del suo mal…

  • lorenzo s.
    Rispondi

    Quindi se non ho capito male lo stato prima alza i prezzi dei pannelli attraverso i dazi e poi li abbassa con il contributo?

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      esatto… non e’ lo stato italiano comunque, e’ la comunita’ europea che deve proteggere i produttori tedschi che hanno chiuso quasi tutti a causa della concorrenza cinese (noi non produciamo nulla al massimo assembliamo). Il dazio sui pannelli e’ altissimo, dal 35 al 60 per cento, e parte dal 1 giugno. In risposta la cina mette il dazio sul vino ovviamente, non sulla birra, probabilmente perche’ deve reagire ma senza pestare i piedi al gigante tedesco, deve cioe’ prendere a calci il cane (che siamo noi) per colpire il padrone. Pe rquanto i tedeschi siano amici degli animali, credo di cani preferiscano i pastori tedeschi.

  • PiEsse
    Rispondi

    Non sono dazi, hanno imparato la lezione e cominciano anche loro (i cinesi) a consumare a km 0

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    Si pero’ i dazi sui pannelli fotovoltaici sono comunitari, e servono a proteggere i produttori di wafer di silicio fotovoltaici che sono solo tedeschi, ai quali se gli serve un dazio la comunita’ si sdraia subito in loro favore. A noi che siamo solo consumatori o assemblatori, quei dazi ci danneggiano e basta. Il fatto che in risposta a quel dazio da parte della cina venga colpito il vino, e non la birra, e noi ce la prendiamo coi cinesi e con la coldiretti, dimostra che siamo abbastanza stupidi da meritare di essere fottuti da tutti, visto che il massimo che riusciamo a fare e’ come i capponi di renzo.

  • luca
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    Purtroppo noi non abbiamo mai avuto un Cobden

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      In compenso Cobden ci ha regalato Marx (principio di azione e reazione)

      • luca
        Rispondi

        Cobden erano agli antipodi. Non scrivere cazzate

        • luca
          Rispondi

          Cobden e Marx erano agli antipodi

        • firmato winston diaz
          Rispondi

          principio di azione e reazione

          • luca

            Sicché sarebbe colpa di Cobden se l’Europa ha avuto Marx e il marxismo

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    AGGIORNAMENTO da rischiocalcolato: se puo’ interessare, ciliegina sulla torta: i dazi sul fottovoltaico comunitari non sono stati richiesti dai tedeschi, che probabilmente avranno comunque i massimi vantaggi da essi ma che hanno detto ai cinesi di essere contrari, ma da francesi, italiani, e spagnoli, che probabilmente da questi avranno solo svantaggi anche senza le ritorsioni.
    Ritorsioni che pero’, puntuali, sono arrivate.
    La migliore classe politica tedesca e’ in francia, italia, spagna. (non che fossero rimasti molti dubbi).

  • Albert Nextein
    Rispondi

    La cina non doveva entrare nel Wto.
    E poi, a che serve il Wto?
    Burocrazia a guida americana?
    E’ come l’Fmi?

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