In Anti & Politica

libertaDI MATTEO CORSINI

“Una legge che contrasti l’omofobia non c’entra nulla con i temi etici, è urgente e non più rinviabile”. (D. Franceschini)

Durante tutta la giornata di ieri, mentre chi non conosce le basi dell’aritmetica provava un po’ di stupore nell’apprendere che il rapporto tra debito pubblico e Pil ha già superato il 130 per cento e ancora una volta non si trovavano 4 miliardi di spesa da tagliare (su 800, vale sempre la pena di ricordarlo) per eliminare l’Imu sulla prima casa, diversi esponenti politici hanno discusso sull’introduzione di una legge che renda l’omofobia un reato.

L’Italia è il Paese nel quale, in nome dell’affermazione di diritti di natura squisitamente politica, si procede via via a limitare la libertà degli individui di esprimere le proprie opinioni. Il progressismo politically correct prevede ormai tanti e tali vincoli che le forze dell’ordine, entrando in un qualsiasi luogo aperto al pubblico, dovrebbero arrestare e portare in galera la maggior parte degli avventori, dato che qualche espressione verbale in violazione di questa o quella norma prima o poi la dice chiunque, magari senza sapere che sta commettendo un reato.

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Si potrà essere più o meno sensibili riguardo a certe tematiche e ritenere più o meno becere determinate affermazioni, ad esempio rivolte a persone omosessuali, ma bisogna pur considerare che ognuno, in quanto proprietario di se stesso, deve anche essere libero di dire quello che pensa. Se viene iniziata o minacciata violenza contro un omosessuale non credo serva un’aggravante per qualificare il reato, che già esiste.

Se, viceversa, si interviene a perseguire penalmente perfino chi si limita a esprimere il proprio pensiero, anche qualora ritenuto dai più volgare e offensivo, si finisce per limitare un diritto fondamentale di ogni individuo – quello di esprimere il proprio pensiero in quanto proprietario di se stesso – per tutelarne uno inventato di sana pianta dal legislatore.

Quanto all’urgenza a cui si riferisce Franceschini, mi permetto di ritenere che le urgenze in Italia siano altre in questa fase storica. Per esempio ridimensionare lo Stato e, finalmente, iniziare a ridurre anche la pressione fiscale. Per la felicità, suppongo, di tutti i pagatori netti di tasse, a prescindere dalle preferenze sessuali.

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Showing 19 comments
  • W la Libertà
    Rispondi

    Consiglio ai vari parassiti che siedono in parlamento di crearsi al più presto una bella legge sulla politicofobia, gli sarà utile quando dai soli insulti si passerà alle aggressioni.

    • matteo barto
      Rispondi

      mi hai fatto ridere di gusto, ti ringrazio davvero

  • Citizen Kane
    Rispondi

    L’importante per questi parassiti al governo é solo inventare nuovi metodi per fare cassa.
    Racconterai una barzelletta in cui compare un omosessuale? 1000 Euro di multa.
    Parlerai di padre e madre anziché genitore uno e genitore 2? Omofobo, omofobo! Idem.
    Immagino giá il magna-magna che stanno preparando con i fondi che verranno buttati in “corsi di sensibilizzazione alle problematiche dei diversamente-sessorientati” nelle scuole e nelle pubbliche amministrazioni.
    Capaci che faranno pure un ministero apposito.

    • firmato winston diaz
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      “Capaci che faranno pure un ministero apposito.”

      C’e’… : ministero delle pari opportunita’.
      No so se l’hanno ultimamente eliminato visto che non c’e’ piu’ la Carfagna che era da sistemare in qualche modo.

  • myself
    Rispondi

    A mio parere i problemi al riguardo sono molteplici. Prima di tutto ci troviamo in uno Stato in cui se si è minacciati di aggressioni fisiche o proprio aggrediti fisicamente allora ci si trova in grosse difficoltà a difendersi: se si procede per vie legali spesso non si conclude nulla, le denuncie di minaccie vengono ignorate, gli evidenti segni di aggressione non sono prove sufficienti… se si procede per vie “illegali”, nel senso dell’autodifesa, si rischia di venir incriminati e condannati molto più celermente di quanto la legge preveda per il vero aggressore.

    Quindi, a causa di questa incapacità dello Stato, avviene che tutta una serie di categorie a rischio (neri, omosessuali, donne…) inizi pretendere leggi ad hoc per la propria protezione, visto che le leggi vigenti non funzionano. Le fasce più estreme di queste categorie poi finiscono per esagerare, per cui uno non può più nemmeno dire in privato cosa pensa senza venir incriminato di qualche reato di odio.

  • Albert Nextein
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    Queste eventuali future norme sono la negazione del buonsenso.

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    Ragazzi queste sono banali armi di distrazione di massa, che peraltro raggiungono perfettamente il loro scopo nel momento in cui si da’ loro attenzione, compreso qui e adesso…
    Se voi foste un politico e sapeste che il paese sta per affondare e che non potete comunque fare niente per evitarlo, cosa di meglio che spostare la discussione sul sesso degli angeli?
    Il problema e’ che tutta l’informazione gli va dietro…
    Purtroppo parlare delle cose serie, adesso, implica mettere in discussione i piu’ radicati paradigmi su cui si regge tutta la nostra politica, anche a livello popolare. Implicherebbe per troppa gente, compresa la maggior parte qua dentro, ammettere che tutto quello in cui hanno creduto finora era sbagliato. E allora tutti dietro a chimere di quart’ordine…

  • Luigi Valente
    Rispondi

    1. l’orientamento sessuale, così come il colore degli occhi, non può essere oggetto di speciale tutela; rendendolo tale, tutelandolo cioè con una norma apposita, se ne ammette la particolarità e, di conseguenza, l’omosessuale diventa un “debole” o un “diverso” da salvaguardare in modo particolare.
    2. lo Stato stesso è omofobo di fondo, dal momento in cui non ammette l’unione civile tra persone dello stesso sesso. E’ inutile, quindi, che si faccia protettore di una categoria che egli stesso, con la sua legislazione, sta già discriminando più di quanto possa fare un privato con un semplice insulto.

    Il bello è che, discutendo con un amico omosessuale, si è detto d’accordo con questa legge. Non capisco se sia solo ignoranza o se alcuni di loro ci godano a sentirsi piccoli e neri…

    • firmato winston diaz
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      “Il bello è che, discutendo con un amico omosessuale, si è detto d’accordo con questa legge.”

      Mah guarda io con quasi tutti quelli con cui discuto in strada noto una sola cosa: vedono lo Stato utile solo come espressione della loro personale volonta’ di dominio sugli “altri”, “altri” in cui non riescono mai ad immedesimare loro stessi. E’ totalmente latitante l’istinto cooperativo. Sembra di parlare con dei bambini di tre anni, ancora incapaci di riconoscere nell’altro il se’. Cosa che peraltro rende impossibile qualsiasi forma di comunicazione che astragga dalla fisica.

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    “sopraffazione fisica”, scusate, e’ saltato il “sopraffazione”

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    visto che c’ero potevo togliere anche il “si”, tanto ormai questo e’ il livello…

  • William
    Rispondi

    Il problema è che tutti pensano che la soluzione di ogni loro problema sia con l’emanazione di leggi nuove. Quante volte ci sentiamo dire “….ci vorrebbe una legge…”.

    È tempo di cominciare ad abrogarle le leggi.

    Per il padre eterno bastavano 10 leggi per governare gli israeliti.

    Poche ma buone.

    • firmato winston diaz
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      Lo so lo diciamo in tanti da tanto tempo…
      Ma perche’ succede?
      Perche’ c’e’ lo Stato cattivo?
      Che la causa non stia anche nel fatto che siamo addestrati a vivere in un mondo in cui, fin dalla piu’ tenera infanzia, tutto e’ regolato non dall’orologio, ma dal cronometro? In cui ogni nostro minimo movimento e’ misurato e valutato (col voto sul registro, che non so se ci sia ancora in forma cartacea e si chiami cosi’) per praticamente l’intera vita? In cui “gli esami non finiscono mai”?
      In cui la macchina della produzione industriale, e della finanza internazionale, e’ fatta di grandissime organizzazioni integrate in organismi che hanno la complessita’, e la interdipendenza fra le varie parti, di un organismo biologico?
      Se questo e’ l’universo gnoseologico e ontologico e deontologico in cui viviamo, in cui siamo talmente profondamente immersi da non rendercene nemmeno piu’ conto, perche’ poi ci lamentiamo dell’inevitabile e tutto sommato irilevante corollario che per ALCUNI dei processi che ci circondano ci sia una legge dello Stato che li regola? Perche’ ci accorgiamo solo di questi? Forse perche’ agli altri invece ci sottoponiamo liberamente? Ma non facciamoci ridere… Tutto si tiene, non e’ possibile che lo stato moderno e l’organizzazione totalitaria, che tutto comprende, delle nostre societa’ industrializzate, non siano legati.

  • William
    Rispondi

    Ricordiamoci cosa disse Jefferson:

    “Democracy is nothing more than mob rule, where 51% of the people may take away the rights of the other 49%”

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Scusatemi se vado fuori tema, ma non posso fare a meno di esprimere una mia considerazione in riferimento alla massima di Jefferson riportata da William: se è vero che la democrazia, come anch’io credo, è l’oppressione esercitata da una maggioranza, anche risicatissima, su una minoranza, anche assai consistente, che dire dei referendum, magari senza quorum? A moltissimi libertari piacciono come strumento per aprire la strada alle secessioni, presunto passaggio obbligato del percorso che dovrebbe condurre al superamento dello Stato. In questo caso va bene che una maggioranza, o sedicente tale, opprima una minoranza? Il fine giustifica i mezzi?

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      Butti, hai altro che ragione a preoccuparti!

      Siamo di fronte al vecchio “liberta’ e’ partecipazione” di Gaber: chi non e’ abbastanza intrigante da “partecipare” a sufficienza, se lo prende la’ dove non batte il sole…

      Per il resto, nel nostro ordinamento il sovrano e’ il “popolo” (“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” – primo articolo costituzione), cioe’ il popolo sostituisce il vecchio re, o dittatore, o papa, o tiranno, nell’essere fonte della legge, il che di per se’ non vuol dire ne’ garantisce che esso sia immune dalle stesse tentazioni bonapartiste.

      Proprio per questo a limitarne l’arbitrio e’, appunto, la costituzione stessa che, lontana erede della magna carta, stabilisce i limiti della sua irresponsabilita’ legislativa. (il sovrano, essendo fonte della legge, per definizione e’ irresponsabile).

      Semmai il problema e’ che tale costituzione latita in molti punti in questa sua funzione di limitazione al potere del popolo sovrano, e’ molto piu’ attenta a specificare i doveri del cittadino (cosa che dovrebbe astenersi dal fare visto che la sua funzione primaria dovrebbe essere nel porre limite all’arbitrio del sovrano assoluto, il popolo), che i suoi diritti.

      Ad esempio non pone alcun chiaro limite alla tassazione, anzi con le ultimissime aggiunte senza alcun serio ne’ faceto dibattito politico relative all’obbligo di pareggio di bilancio, obbliga lo Stato ad incrementare automaticamente la tassazione in caso di aumento della sua spesa. Una gran bella “carta”, non c’e’ che dire…

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    La legge sull’omofobia è solo l’antipasto. Poi verranno le portate, la frutta, il gelato, il caffè e la grappa finale. Faccio presente che in Francia, grazie al socialista Hollande, quando si iscrive un bambino a scuola e si devono dare i dati anagrafici, non si può più dire ‘padre’ e ‘madre’, ma ‘genitore1’ e ‘genitore2’. Presto anche gli italioti copieranno i loro cugini cretini, cercando anche di fare di meglio, per esempio impedendo di dichiarare il sesso dello scolaro. Tra qualche anno aspettiamoci di avere una legge in base alla quale sarà proibito a chiunque ed a qualunque istituzione chiedere il sesso delle persone.

  • Mirco Romanato
    Rispondi

    “Tra qualche anno aspettiamoci di avere una legge in base alla quale sarà proibito a chiunque ed a qualunque istituzione chiedere il sesso delle persone.”

    Il che renderà divertente la selezione dei pazienti da ricoverare in ginecologia ed ostetricia

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