In Economia, Esteri

SOLDIDI REDAZIONE

I due ministri delle finanze lussemburghese e austriaco, Pierre Gramegna e Walter Grahammer, hanno indicato di non essere in grado di prendere una decisione finale sulle nuove regole fiscali perche’ non c’e’ ancora chiarezza, secondo loro, sull’andamento dei negoziati con i 5 paesi terzi (Svizzera, Monaco, Andorra, Liechtestein e Vaduz). E’ l’obiezione che rieccheggia ormai da mesi. L’obiettivo delle nuove norme e’ includere tuti i tipi di redditi da risparmio e prodotti finanziari che generano interessi o redditi equivalenti. A questo scopo vanno assicurati i passi necessari perche’ le autorita’ fiscali possano identificare i beneficiati. A maggio il Consiglio Ue aveva indicato la scadenza di fine anno per trovare un accordo, ma nonostante che sul piano globale si e’ ormai imposto il principio dello scambio automatico delle informazioni fiscali, Lussemburgo e Austria continuano a mettersi di traverso. La direttiva del 2003 prevede che gli stati procedano allo scambio automatico delle informazioni per permettere la tassazione dei pagamenti degli interessi in un paese ai residenti di altri paesi sulla base del principio della tassazione nel paese di residenza. Nel periodo di transizione Lussemburgo e Austria impongono una ritenuta alla fonte invece di fornire informazioni sui risparmiatori

Contemporaneamente sono in corso i negoziati Ue con i cinque paesi terzi per adeguare gli accordi al nuovo livello di efficacia prevista dalle nuove norme in discussione all’Ecofin: con il risultato che Lussemburgo e Austria si dichiarano disposti a concordare sulle nuove regole e sulla estensione generalizzata dello scambio automatico delle informazioni solo quando questo sara’ definitivamente e chiaramente accettato dai 5 paesi terzi. I 5 paesi terzi dicono la stessa cosa riferita a Lussemburgo e Austria. Di qui lo stallo. Il commissario Ue Algirdas Semeta oggi ha detto chiaro e tondo che “la ritenuta alla fonte non ha futuro”, che lo stesso Lussemburgo ha dichiarato che si aggiungera’ all’operazione pilota per la trasparenza e lo scambio generalizzato delle informazioni fiscali gia’ partita in Europa (c’e’ anche l’Italia).

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Fonte: Radiocor

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Showing 4 comments
  • Pedante
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    La lista degli Stati-canaglia si allarga. Intervenga il NATO contro questi ricalcitranti.

  • Pedante
    Rispondi

    “la NATO”. Scusatemi.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Un semplice ritardo.
    Prima o poi cederanno .
    A meno che, nel frattempo, l’unione europea non si disfi.

  • Fabio
    Rispondi

    un appunto: Vaduz mi sembra sia la capitale del microscopico Liechtestein.

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