In Anti & Politica, Esteri, Libertarismo, Primo Piano, Scienza e Tecnologia

DI LEONARDO FACCO

Quando, nel 2010, il Movimento Libertario decise di sostenere la battaglia di disubbidienza civile dell’imprenditore Giorgio Fidenato sulla libertà di semina di mais ogm, ci piovvero addosso accuse infamanti di ogni genere. Alle aggressioni verbali si aggiunsero anche quelle materiali, concretizzatesi con la distruzione del campo di Vivaro (PN) da parte dei nazicomunisti mascherati di “Greenpeace”.

Una delle invettive che andavano per la maggiore, però, era che il Movimento Libertario era prezzolato dalla Monsanto, la multinazionale che produce il famoso Mon 810, ovvero il seme delle prime “sei piantine” (mai scoperte) che abbiamo coltivato e che quest’anno hanno seminato centinaia di persone un po’ dovunque (sul sito abbiamo postato molte fotografie in merito).

Il sottoscritto, insomma, è stato additato come un percettore di denari della Monsanto, cosa che peraltro avrei fatto volentieri comunicandolo ai quattro venti, se solo quell’azienda avesse avuto il coraggio delle sue azioni nel sostenere la bontà del suo prodotto, così come noi sosteniamo quotidianamente le ragioni e la dignità della scienza e degli scienziati. In passato, a tal proposito, pubblicammo su questo sito un articolo intitolato “SE LA MONSANTO E’ INNOCENTE BATTA UN COLPO”, proprio per far uscire alla scoperto i dirigenti di quell’industria. Mai ottenuto da loro una risposta.

Ora, comincio a comprendere il perché grazie ad un bell’articolo di Andrea Bertaglio pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” e intitolato: “UN DOCUMENTARIO TEDESCO ACCUSA IL WWF, ALLEATO DELLE AZIENDE PIU’ SPREGIUDICATE”.

Ne riportiamo qualche passo: Tempi duri per il Wwf, accusato di essere l’alibi “verde” per la lobby del business più spregiudicato. Popoli deportati, foreste rase al suolo per far posto a piantagioni di olio di palma. Raccolta fondi per campagne che in realtà non esistono. E ancora: safari da 10.000 dollari per ricchi occidentali ansiosi di scovare le ultime tigri. Sono solo alcune delle accuse mosse dal documentario tedesco “Il patto con il Panda” all’associazione ambientalista più importante del pianeta, già scossa da una lettera anonima con cui 57 dipendenti francesi hanno chiesto le dimissioni del direttore generale Serge Orru. Ora il colpo di grazia, il film di Wilfried Huismann, andato in onda sul primo canale pubblico tedesco, Adr”.

Nello specifico, ecco un altro passo illuminante: “Il documentario (Der Pakt mit dem Panda) denuncia connivenze fra la storica associazione ambientalista – ormai prossima al mezzo secolo di vita – e il mondo dell’industria: progetti imprenditoriali che, con partner del calibro di Monsanto, distruggono l’ambiente e fanno guadagnare all’associazione ambientalista fino a 500 milioni di euro all’anno. Rivelazioni choccanti, che hanno scatenato una bufera che sembra destinata a non placarsi”. Il resto dell’articolo lo potete leggere qui.

Capito?

Per chi scrive non si tratta che dell’ennesima riprova di come funziona il sistema: meschino, basato sul peggior mercantilismo e sull’affarismo immorale tra chi da un lato si dedica a divulgare notizie terroristiche e false (WWF ed affini) e chi non ha il coraggio delle proprie idee (MONSANTO). Per chi ha avuto il buongusto di leggere il libro di Paul Drissen (ex esponente di spicco del WWF), “Eco-imperialismo – Potere verde, morte nera” (edito da Liberilibri), quanto vergato da Bertaglio è solo l’ennesima riprova di un meccanismo collaudato, che può contare sulla potenza di fuoco di una stampa amica, sulla connivenza di centinaia di associazioni ecologiste che vivono di denari pubblici estorti con le tasse sulla scorta di immaginifiche paure, su congreghe prezzolate di sindacati di categoria del mondo agricolo.

Tutto ciò ha dei costi, ovvio, ma dà garanzie, plasmando quell’opinione pubblica composta da masse acefale e beote. Basti riportare quanto affermato da Connie Hedegaard, commissaria per l’Azione per il Clima per averne riprova (si noti che l’Europa investirà – solo per il clima – il 20% del nuovo budget totale per gli anni 2014-2020): “Se si chiede ai cittadini del vecchio continente non ci sono dubbi. Un recente sondaggio mostra che quasi nove europei su dieci sono favorevoli a destinare più fondi alle attività collegate al clima e all’ambiente”. Mi sono spiegato? Fan strizzare le chiappe alla gente comune intortandoli con scenari millenaristici ed apocalittici e, al contempo, sfilano loro i portafogli per foraggiare armate di parassiti! Tutto ciò, nonostante certe follie ideologiche su eventuali, futuri, più o meno improbabili “Armageddon” climatici siano solo il frutto del bis pensiero di menti “malate” dell’IPCC e dalla “scienza rottame”, sponsorizzate con i soldi dei soliti somari contribuenti, come dimostrato da centinaia di mail intercettate tempo fa da un hacker.

In conclusione, se il Movimento Libertario crede – come scriveva Ayn Ran – che Il libero imprenditore è il vero eroe della società libera ed è chiunque produca beni, servizi e idee che vanno ad arricchire la società e contribuiscono al progresso dell’umanità intera, e qualsiasi uomo libero che abbia buone idee (e trovi chi lo finanzi, nel caso non abbia soldi) può diventare un imprenditore”, .al contempo non possiamo sostenere la stessa cosa di Monsanto. Anzi, dall’alto della terzietà e totale indipendenza del Movimento che ad oggi dirigo (la nostra forza è proprio quella di non appartenere ad alcuna lobbie o partito) posso permettermi di mandare a Monsanto un personale augurio: “Andate un po’ a farvi fottere, conigli!”.

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Showing 3 comments
  • Carlo

    Mitico Leo………..quando ci vuole………ci vuole.

    Ciao e grazie

    Carlo Maggi

  • Stefano

    C’è un problema. I conigli, più che farsi fottere, fottono.

  • Roberto Porcù

    Niente di nuovo sul fronte occidentale. Al tempo del primo referendum sul nucleare apparvero come per incanto gli “Amici della Terra” ad influenzare la gente. A distanza di molti anni si scoprì che erano pagati dai produttori di petrolio. Da noi fare lobby è fuorilegge e lo fanno in altro modo. Pensare con la propria testa, non si usa.

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