In Anti & Politica, Primo Piano, Varie

DI LEONARDO FACCO

Mamma Rai? Manco parenti siamo. Servizio pubblico? Come no, e io sono Mandrake!

Martedì scorso, una troupe con giornalista e due tecnici si è presentata nel mio ufficio per intervistarmi in merito alla scandalo della CREDIEURONORD, la banca leghista finita in vacca, che ha fatto perdere un sacco di soldi ai militanti del Carroccio. Come faccio con tutti, li ho ospitati nel mio ufficio, ho offerto loro un caffè e mi sono messo a loro disposizione per quasi tre ore. Per un’oretta abbiamo chiacchierato del più e del meno (in attesa che i tecnici approntassero luci e telecamera), ma sempre in merito all’oggetto per cui mi avevano interpellato. Per un’altra oretta, dopo  l’intervista, hanno realizzato immagini d’ambiente col sottoscritto che sfoglia il libro, mostra documenti e corbellerie di scena varie.

La trasmissione per cui volevano raccontassi le porcherie della Lega Nord – dei suoi capataz, Bossi in testa – è MI MANDA RAITRE.

Di seguito, vi linko l’intervista integrale che mi è stata fatta e di cui hanno trasmesso 4 secondi. Sissignori, 4 secondi! Evito di postare l’ora precendente e quella successiva, dato che molto spesso si è trattato di parole in libertà, non registrate dalla Rai per la trasmissione, che o non avevano attinenza con l’argomento, oppure venivano espresse in maniera “goliardica”. (Mi conoscete no?)

Perchè lo faccio? Perchè ne ho piene le scatole di essere preso per i fondelli da questi cialtroni della televisione di Stato. Era già capitata la stessa cosa con Lucia Annunziata – era marzo ed il programma che conduceva si intitolava POTERE -.  Vennero in 4 a casa mia, rimasero per tre ore e mandarono in onda… NULLA!

P.S. La questione della banca padana non è una sciocchezzuola qualsiasi. Lo dimostrano le parole che riporto qui di seguito, tratte da l’Arena di Verona, in cui la Cassazione – spiegando le motivazioni per cui Aldo Brancher è stato condannato, dice quanto segue in merito al ministro Roberto Calderoli: “La sentenza della Cassazione poi ritira in ballo anche il leghista Roberto Calderoli, indagato e poi archiviato in questo procedimento. Per i giudici capitolini, Fiorani è credibile quando racconta che i 200mila euro, consegnati il 31 maggio 2005 a Brancher erano destinati anche al leghista per coprire le spese della campagna elettorale. «Il banchiere dichiarò inoltre», scrive la Cassazione, «di non avere assistito alla divisione della somma tra loro due, ma aveva potuto notare che il Calderoli era visibilmente entusiasta, tenendo, in seguito, un accalorato discorso in favore della Bpl»”. LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO!

Ecco a voi, cliccate qui sotto e buon ascolto.

CLICCA QUI: MI MANDA RAI-3 BIS-1

 

 

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Showing 9 comments
  • joe flacco
    Rispondi

    già, le tue chiacchiere stanno a zero. Calderoli è stato indagato e non è risultato colpevole, quindi? ma chi ti credi di essere?

  • joe flacco
    Rispondi

    Ah, il sito è tuo… Cercavo di capire come mai questa ossessione contro la lega nord in un sito che dovrebbe occuparsi di altre tematiche…, adesso ho capito.

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      Basta l’esistente per dimostrare che associazione a delinquere è il tuo partito. Se vuoi aggiungi coop padane, terreno di pontida, villaggio in croazia, carte di credito telefoniche, banca di rho, contratto con berlusconi… basta?

      • joe flacco
        Rispondi

        La lega nord non è il mio partito, io non ho un partito, non ho mai votato. Hai scritto che Calderoli è stato indagato ma poi la sua posizione è stata archiviata, come se fosse una prova di colpevolezza, e non mi piace il giustizialismo e l’arroganza degli accusatori. Inoltre notavo strano che un sito che si chiama movimentolibertario desse tutta questa attenzione alla lega nord, non dovresti mischiare i tuoi rancori personali, per quanto giustificati, con le tu idee sulla libertà, è molto controproduttivo.

  • GIOVANNI BORTOLOTTI
    Rispondi

    La Lega Nord è l’emblema del parassitismo,dello statalismo,del corporativismo all’ennesima potenza e Calderoli è un cialtrone!

  • Marte
    Rispondi

    ahah.. bellissimo….
    “carlaaaa sbasa sö la televisiù , che ghè la rai che protesta”…

    Non hai una foto della faccia del giornalista romanaccio in quel momento? :D
    Grande Leo ^_^

  • Alberto
    Rispondi

    Ciao Leonardo, ma perchè devono romperti le scatole per poi non mandare in onda l’intervista? Non è la prima volta che ti succede.
    Cioè se già sanno che dici cose “scomode”, che hai scritto in un libro, perchè fanno del lavoro inutile andando da te e chiedendoti l’intervista?
    O sono disposti a mandare in onda quello che dici o dovrebbero lasciar perdere.
    Come te lo spieghi?

  • Claudio G. H.
    Rispondi

    Caaaaarla! …e sbasa chela televisiun! :-D

    La domanda che fa Alberto è giusta. La risposta breve potrebbe essere “bassa produttività”? Insomma, i giornalisti come i cinesi, che su 100 pezzi fatti 70 li devi mandare indietro perché non vanno.

    Ma io ho una mia tesi.

    I giornalisti italiani in genere hanno avuto una scuola molto particolare che li differenzia dai giornalisti …direi anglosassoni (che sono quelli che conosco di più, come lettore e ascoltatore). La mia tesi è che i giornalisti italiani devono costruire una storia, e su questa cercano le “informazioni” che la reggano.
    Ora dovete capire che per fare un documentario sulla sopravvivenza dei Dodo potrei cercare di raccogliere “prove” e “testimonianze” che con un po’ di arte, chiamiamola razzle-dazzle da cineasti, zacchete ecco che i Dodo *sembrano* ancora vivi da qualche parte.
    E’ la tecnicha che usano gli scrittori di fantapolitica, e i costruttori di complottismi.

    Ora deve essere chiaro che per raccontare un qualcosa, videograficamente parlando, devi avere una storia. Il punto è che il bravo giornalista documentarista la storia la cerca, e così com’è la documenta dandole coerenza.
    Il che non è esattamente la stessa cosa di costruire la storia a tavolino e poi attaccarci i pezzi per farla apparire tale, il che è altresi diverso dal costruire una storia ipotetica sulla base di alcuni indizi e poi cercare le prove per sostenerla, che è la pratica documentaristica d’inchiesta che segue la metodologia tipica degli ispettori di polizia o di certi avvocati.
    La mia tesi, dunque. Se è vero l’assunto che ho fatto, e cioè che i giornalisti italiani costruiscono prima la storia e poi cercano le cose che la sorreggano, appare chiaro che una volta che il materiale è stato raccolto, si butta via tutto quello che non và bene, o magari si ritaglia quel frammentino (magari decontestualizzato) per inserirlo (e ricontestualizzarlo in modo diverso) per reggere la TUA storia, e non quella che la notizia doveva raccontare, ecco questo spiegherebbe il perché poi in redazione si butti via l’intervista non utile a fare il moccolo alla TUA storia.

  • ben
    Rispondi

    La lega deve terminare!!! E’ un ammasso di personaggi ambiziosi ma notoriamente incapaci, sono sempre propensi a volgere la testa dove ci sono posticini al caldo…parlo dei rappresentanti della lega a tutti i livelli, anche i più bassi. Inoltre l’ arroganza è potente in queste persone..poi il livello medio di istruzione è al di sotto della media nazionale, questo giustifica come bossi riesca a manipolare queste menti scarsamente abituate a ragionare con la propria testa per non lasciarsi condizionare.. bossi sà che quando si trova scarso nei giornali, fa la solita sparata e l’ effetto con il suo elettorato è raggiunto..sono più di 20 anni che adotta questo sistema ma i suoi militanti ci credono ancora…

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