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CHIUSODI REDAZIONE

La crisi ha fatto perdere al Veneto mille imprese metalmeccaniche fra il 2009 e il 2012. A sostenerlo la Fim-Cisl, che tiene il suo congresso regionale.

La presenza del settore metalmeccanico nella Regione, dove rimane particolarmente rilevante nell’area centrale, con il 66% delle aziende che ha sede nelle province di Padova, Vicenza e Treviso, e’ oggi costituita da un insieme di 22.400 imprese di cui circa 1.000 hanno piu’ di 50 dipendenti e all’appello mancano proprio mille aziende. Sul fronte occupazione, invece, il segno meno a dicembre 2011 aveva gia’ toccato quota 22mila, mentre nel 2012 sono andati persi 4mila posti di lavoro. Gli occupati, oltre 255 mila nel 2008, erano scesi a 233mila nel 2011. A farne le spese soprattutto l’occupazione femminile (-6mila donne) e quella giovanile, con gli under30 scesi del 30%. “Il settore ha ancora molte carte da giocarsi La metalmeccanica veneta condivide con il settore delle costruzioni i maggiori danni produttivi ed occupazionali determinati dalla crisi.

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Ciononostante mantiene forti potenzialita’ di ripresa che vanno sostenute a tutti i livelli – afferma Michele Zanocco, segretario regionale uscente della Fim Cisl -. La Fim fara’ fino in fondo la sua parte nelle aziende per migliorarne la competitivita’ e per non perdere altro lavoro. Serve pero’ anche una politica nazionale che dia fiato a tutto il manifatturiero italiano. E’ questo il tema centrale del nostro congresso”.

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Comments
  • Borderline Keroro
    Rispondi

    mi piace la FIOM che intende far di tutto per aumentare la competitività del comparto metalmeccanico italiota. Probabilmente aumentando il numero di rappresentanti sindacali.
    Grande FIOM, come non avesse anche lei le sue responsabilità nel tracollo delle imprese italiane.
    Ma che vadano a cagare.

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