In Anti & Politica, Primo Piano

DI LEONARDO FACCO

Quelli che “la casta siamo noi” un po’ se la stanno facendo addosso. Da almeno una settimana – ovvero dal giorno dopo l’approvazione bipartisan della manovra – sentono il fiato – anch’esso bipartisan – sul collo. “Tira un’aria da 1992” si sente ripetere dalle parti di Piazza Montecitorio, al punto da far dire ad un ex-democristiano come Pionati che addirittura “tira aria di ghigliottina in piazza e di sicuro io mi dimetterò un minuto prima che ciò accada. Ci tengo alla mia testa”. Pure al portafoglio a quanto pare. Anche Silvio Berlusconi – che grazie al venticello da forcone che spirava nel 1992 ha fatto la sua comparsa in politica – ha messo le mani avanti, affermando “che non è ammissibile votare il sì all’arresto del pidiellino Papa, altrimenti ci ritroveremmo i magistrati dentro il parlamento”.

La Finanziaria (la reintroduzione dell’IRPEF sulla prima casa farà rizzare il pelo a molta più gente), i tagli mai arrivati ai mille e un privilegi di deputati e senatori, la corruzione crescente e dilagante (oggi, anche penati è finito sotto la mannaia de togata), le tasse in continua ascesa, la burocrazia asfissiante, le Equitalia che spaccano i maroni a chi lavora, tutto questo goccia dopo goccia, ha fatto superato il limite di guardia della sopportazione anche delle mansuete pecorelle e sta facendo montare la rabbia, quella che lorsignori definiscono demagogicamente “la becera antipolitica”!

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Personalmente, è dal 2005 – atto di fondazione del Movimento Libertario – che sostengo che le cose stanno ben peggio rispetto al 1992, constatato che analizzando parametri ed indici, micro e macroeconomici, la conclusione a cui si arriva è una sola: l’Italia è ferita a morte, anzi è un corpaccione colpito da metastasi ovunque.

Ho presentato una quarantina di volte il libro UMBERTO MAGNO e, ad ogni presentazione, ho ricordato quanto sopra, affondando il coltello sui veri colpevoli del disfacimento economico e morale di cui oggi è impossibile non accorgersi: la Lega Nord!

Anche la Lega, ancor prima e molto più di Berlusconi, ha sfondato grazie all’aria che tirava all’inizio degli Anni Novanta. La caduta del muro di Berlino (1989), la brezza liberista degli Anni Ottanta (governi di Reagan e Thatcher) e l’inchiesta definita “Tangentopoli” (febbraio 1992, arresto di Mario Chiesa) hanno fatto deflagrare il vecchio sistema (la cosiddetta Prima Repubblica) proprio quando il 5 aprile del 1992 il Carroccio portò 80 parlamentari a Roma grazie all’8,4% dei consensi a livello nazionale, circa il 30% nelle aree in cui era radicata. E per quale motivo il partito di Bossi fece il pieno di consensi? Perché l’area produttiva del “belpaese” (il Nord) ne aveva le tasche piene!

Non voglio farla lunga – nel mio libro spiego nel dettaglio ogni cosa – ma alla Lega – che urlava “federalismo o secessione” nelle piazze – venne chiesto di metter fine ad un sistema marcio, corrotto, troppo tassato, iniquo, bizantino, ovvero un sistema che aveva gli stessi difetti di oggi, anche se meno accentuati.

Vi chiederete perché torno parlare di Lega?

Per il fatto che è la stampa tutta che ne parla, azzeccando praticamente mai i pronostici su di essa. Un giorno dicono che il governo cade grazie a Bossi? E il governo non cade! Un altro giorno sostengono che la maggioranza non esiste più per lo sfilarsi di Bossi? E la maggioranza supera la fatidica quota di 316 voti. Ora, arriva la prova del nove, quella che prevede l’arresto del deputato Alfonso Papa. Il cialtrone (Bossi) un giorno invita a sbatterlo in galera, il giorno dopo dice il contrario, il giorno dopo ancora lascia libertà di voto.

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Per la cronaca, il Carroccio non è nuovo a giocare coi suoi voti su questo tema. Nel (fatidico) 1992, fu l’ordine di Bossi – dato all’ultimo istante – ad evitare l’arresto di Bettino Craxi. Strategia politica disse qualcuno: con la gente arrabbiata marcia, votare contro il gabbio per il “Cinghialone” avrebbe significato ancora maggiore incazzatura verso il pentapartito e ancora più voti per la Lega. Alla fine degli Anni Novanta – ovviamente per altri motivi, l’accordo prossimo con Silvio Berlusconi – la Lega votò contro le manette per Cesare Previti.

Cosa faranno oggi i parlamentari leghisti, che dovranno votare sia l’arresto di Papa che quello del democratico Alberto Tedesco? (Dato dal PD, a quanto si legge su alcune testate, in pasto al parlamento come merce di scambio per mettere fine al governo del Cavaliere).

In Lega, oggi, lo scontro tra la corrente maroniana e il “Cerchio magico” è al calor bianco (è solo l’inizio), ma entrambe le fazioni non possono permettersi di mettere in dubbio il proprio deus ex machina, l’indiscusso capo Umberto Bossi che – da par sua – non può permettersi di far saltare i nervi (e qualcos’altro) a Berlusconi.

Molto dipenderà dal fatto che il voto contro i due “reprobi” da ingabbiare sia o meno segreto. Tra qualche ora ne sapremo di più e potremo interpretare meglio i fatti.

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Showing 7 comments
  • Leonardo Facco
    Rispondi

    ALLE 17.28 HAN DECISO PER IL VOTO SEGRETO, mumble mumble

  • leonardofaccoeditore
    Rispondi

    Alle 18.38 e’ stata concessa l’autorizzazione all’arresto di Alfonso Papa. Col voto segreto non è possibile conoscere chi ha votato cosa, anche se – stando ai numeri – la Lega avrebbe votato per l’arresto.
    Credo che questo porterà a delle conseguenze, soprattutto pensando che da due anni e passa, nessuna autorizzazione a procedere è mai stata concessa.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Da due anni a questa parte nessuna autorizzazione richiesta dai giusidici è stata concessa. L’ultima autorizzazione all’aresto riguardava Toni Negri, 1983.

  • Roberto Porcù
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    Al Conte di Salina che rimproverava il nipote di non parteggiare per i Borboni dei quali la loro famiglia era sempre stata sostenitrice, il nipote risponde “Ma non capisci zio, che tutto deve cambiare perché nulla cambi?”
    Quando due di noi hanno una diatriba, finisce che ci si rivolge a degli avvocati che parteggiano a spada tratta per noi. Dopo una sentenza, a noi il motivo di astio non cessa, ma loro, incassata la parcella, vanno a pranzo insieme.
    C’era un sistema che divideva gli italiani con una linea verticale tra padroni e lavoratori affinché nelle stanze del potere i loro avvocati avessero modo di vivere bene.
    Quando il sistema cominciò a vacillare, Bossi ebbe l’idea della divisione con una linea orizzontale, tra chi sta al nord e chi sta al sud, “per cambiare tutto affinché nulla cambi”.
    Roberto Porcù

  • PaLeo
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    poi sentiti libero di spiegarci come si concilia questa posizione con quella libertaria che prevede che non si vada in galera prima di aver accertato la colpevolezza. Mi si dirà che un parlamentare è colpevole a prscindere, ma siamo su un terreno scivoloso eh…

  • Dario
    Rispondi

    l’italia oramai è andata contro ogni aspettativa… per me è fallita e non la supporterò nemmeno nel caso in cui mi facessero presidente del consiglio… basta è ora di finirla !!!!! andiamocene veneti !!!!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Io sono con te!

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