In Anti & Politica, Economia

giapponeDI MATTEO CORSINI

“La recente strategia monetaria di Tokyo conferma quanto la stagione del QE globale sia ancora in piena fioritura… Per la Bce di Mario Draghi… il costo potenziale necessario a mantenere una statutaria diversità novecentesca è, potenzialmente, sempre più elevato in termini di perdita di Pil”. (E. Narduzzi)

Nel coro degli entusiasti sostenitori delle politiche di aumento della base monetaria non poteva mancare Edoardo Narduzzi, che pare farne una questione di modernismo da paragonare a una “statutaria diversità novecentesca”.

Si dà il caso che le politiche di allentamento quantitativo, ossia l’acquisto di titoli a fronte di creazione di base monetaria, non siano affatto una novità. Si tratta di cose che le banche centrali facevano anche nel Novecento, magari in misura un po’ meno esagerata e chiamandole diversamente. Nel caso del Giappone, ad esempio, il duo Abe-Kuroda sta ripercorrendo per molti aspetti le orme di Takahashi del periodo 1932-1936.

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Detto che non c’è nulla di nuovo sotto il sole (levante), l’errore più grosso consiste a mio parere nel confondere la crescita del Pil generata a breve termine da un forte aumento della base monetaria con una crescita reale dell’economia. Continua a sembrarmi (eufemisticamente) bizzarro che tante persone siano convinte che un aumento della quantità di moneta in circolazione possa portare un beneficio reale all’economia. Se aumenta la quantità di moneta, il suo potere d’acquisto deve per forza diminuire, a parità di altre condizioni. Non diminuirà in modo uniforme per tutti i beni e servizi, ma ciò non significa che non diminuirà.

A parità di altre condizioni, se l’offerta di un bene aumenta, il suo prezzo diminuisce. Nel caso della moneta a diminuire è il potere d’acquisto. Se l’offerta tende all’infinito, il prezzo tende a zero. Non si scappa. Il fatto che questa circostanza sia generalmente considerata vera per tutti gli altri beni e servizi e non per la moneta costituisce l’effetto di una delle più grandi illusioni della storia dell’umanità.

Eppure non passa giorno che non si senta qualcuno sostenere che dalla crisi si esce stampando moneta. Come se la storia non avesse insegnato proprio nulla.

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Showing 12 comments
  • Giamboniere
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    Certo, è dura rendersi conto di avere sempre avuto torto. Il calo dei consumi si deve proprio alla scarsità della moneta circolante: aumentare la base monetaria rilancerebbe la domanda e la produzione. Il suo potere d’acquisto diminuisce solo nel momento in cui viene a mancare la domanda, questo lo capirebbe anche uno studente delle elementari.

  • in effetti
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    Non sono completamente d’accordo con questa teoria.
    Se è vero che stampare moneta si ottiene il risultato di svalutarla e anche vero che il ruolo delle tasse dovrebbe essere quella di ridare un peso reale alla moneta diminuendo la sua svalutazione. In realtà quel gettito in più è utile perchè serve per creare risparmio e con il risparmio creare sviluppo e crescita.
    Gli italiani in passato hanno avuto la possibilità di essere degli ottimi risparmiatori e con quei risparmi si sono potuti comprare le loro case, infatti avevamo i risparmi più alti e la percentuale di proprietari di immobili anch’essa altissima.
    Le tasse, infatti, non servono per pagare gli stipendi o le infrastrutture, lo stato , appunto, non ha bisogno tassare per avere moneta. La sovranità monenaria, condizione fondamentale affinchè un popolo si possa sentire libero, è stata in passato causa di omicidi eccellenti, rapimenti finiti male, e colpi di stato. Chi detiene il potere e la ricchezza del mondo è contro la libertà dei popoli è contro la sovranità monetaria….riflettete gente riflettete…

    • francesco
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      Quindi secondo lei le “tasse” hanno come unico scopo quello di prendere a Tizio che produce e dare a caio che magari e sottolineo magari preferisce stare a letto ed aspettare il sussidio. Bisognerebbe riflettere sulle conseguenze di certe azioni, se incentiviamo la disoccupazione avremo sempre più disoccupazione se disincentiviamo il risparmio saremo sempre più poveri, ma forse è proprio questo l’obiettivo di voi sinistroidi

  • nicolas
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    bullshit, come direbbero in america, invece è l’unica soluzione per far riprendere l’economia, e anche l’unico modo di non cadere nella trappola del debito.E se proprio non si deve stampare moneta, allora non si richiedano le tasse alle aziende che creano occupazione e si aumentino ai ricchi.Lo stato non ha bisogno delle tasse per erogare i servizi.Si potrebbe stampare moneta solo per erogare i servizi.Si immetterebbe più moneta ma in maniera indiretta di modo da non far aumentare l’inflazione.Se nemmeno questo va bene, allora vuol dire che il capitalismo si regge sul presupposto che in ogni caso ci dev’essere una base consistente di povertà che faccia da contrappeso all’estrema ricchezza di altri? Io non voglio credere che sia così

  • Paolo Baggio
    Rispondi

    E’ riduttivo esprimere questo concetto come lo hai descritto.
    Tornare sovrani della propria moneta è un’altra cosa del solo stampare moneta.
    Questo sistema economico è fallito non te ne sei ancora accorto.
    guardati intorno ,non c’è lavoro,ma chi lo ha detto.
    Le scuole cadono a pezzi,gli ospedali iden,le ferrovie non ne parliamo,il turismo non sappiamo cosa sia ecc.
    Il lavoro c’è ,se solo volessimo non ci sarebbe un disoccupato,basta scegliere l’altra strada quella della sovranità monetaria.

  • vincenzo de luca
    Rispondi

    Gentile Corsini io non so niente di economia, ma credo che lei ne sappia meno di me,guardi per fare un esempio recente cosa hanno fatto negli U.S.A. Mettendo denaro in circolazione come d’incanto è quasi finita la recessione, ma qua il problema se ho ben capito la BCE
    stampa moneta è anzichè accreditarli li addebbita, quindi tutti i soldi che abbiamo in tasca sono prestati, e primo o poi dobbiamo restituirli,
    come? E’ possibile secondo lei?
    Da qui la più grande truffa da quando esiste l’umanità!!
    Chiaro.

  • Claudio Romiti
    Rispondi

    Ineccepibile!

  • francesco
    Rispondi

    @vincenzo de luca, come puo’ dire che gli usa vanno bene? Ha visto il loro debito pubblico, con Obama ne è stato contratto piu’ che tutti i precedenti presidenti messi insieme. Hanno la disoccupazione al 7,5% quando erano abituati ad averla sotto il 5%, ci sono oltre 23 milioni di famiglie che prendono gli “stamp” per mangiare, se questo è benessere…. Inoltre il dollaro si è svalutato pesantemente per quanto riguarda il potere di acquisto in patria

  • Matteo. C
    Rispondi

    Credo che non si dovrebbero confondere le grandezze reali con quelle monetarie. Semplificando molto il concetto, in un qualsiasi momento esistono nel sistema economico una determinata quantità di beni (lasciamo da parte i servizi, solo per semplicità) e una determinata quantità di moneta. Tra i vari beni e la moneta si forma sul mercato una matrice di prezzi, ossia di rapporti di scambio tra moneta e beni. Se la quantità di beni rimane invariata e aumenta la quantità di moneta, il potere d’acquisto di quest’ultima tende inevitabilmente a diminuire, anche se non in modo uniforme.
    Io mi riferisco a tutti i beni, non solo a una parte di essi, nello specifico quelli di consumo. Sono beni anche le materie prime, gli immobili, le azioni e le obbligazioni, per esempio.
    Per quanto da decenni l’inflazione sia identificata dal mainstream con la crescita di indici dei prezzi al consumo, tale crescita è in realtà una conseguenza (peraltro mai la prima in ordine di tempo) dell’inflazione, che è proprio quell’aumento della moneta considerato miracoloso.
    Ciò detto, credo che qualsiasi studente delle elementari capirebbe che, a parità di alte condizioni, quando l’offerta di un bene aumenta il suo prezzo diminuisce. La moneta non fa eccezione.
    Non mi dilungo oltre, rimandando, per chi fosse interessato, ai miei articoli pubblicati su questo sito (ad esempio: qui , qui, qui, qui).

  • Fabrizio Fv
    Rispondi

    La sovranità monetaria, tanto di moda negli ultimi tempi, è figlia dell’illusione “lo stato siamo noi” …… carissimo Paolo Baggio (… e altri) nè tu nè io avremo MAI la sovranità monetaria, la sovranità sarà sempre e solo dello stato criminale.
    Cosa cambia se è lo stato di Roma, di Frankfurt o Bruxelles?
    Soltanto i politici e i banchieri centrali (di nomina politica) avranno vantaggi dalla stampa di moneta.

  • Christian
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    Escluso , è raro vedere un post con commenti così tanto intrisi di minc**ate (Fabrizio e Francesco esclusi).
    Confondete problemi di solvibilità con problemi di liquidità, non avete capito a cosa servono le tasse (o meglio, per che cosa, nella realtà, vengono utilizzate le tasse), avete concetti di economia distorti e più avulsi dalla realtà dei suddetti studenti elementari, confondete l’aumento delle velocità di circolazione della moneta con la crescita economica (in generale non sapete cos’è la moneta ne il capitalismo), ancora siete aggrappati alla propaganda delle sovranità monetaria.
    In una sola parola siete completamente ignoranti di economia.
    Se la riposta è “se sei tanto bravo spiegacela te”, la mia riposta è, da bravo e sporco capitaliste, “pagatemi” .

    Distinti Saluti

    p.s. Chi non sa niente di qualche cosa non può dare giudizi in merito al grado di conoscenza di qualcun altro su quella stessa cosa, sarebbe una contraddizione logica (a quanto pare altra carenza notevole oltre quella economica).

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